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Caso mense, decide il Tar: mercoledì si discute il ricorso della coop

 

Nel braccio di ferro che va avanti da settimane e riguarda il futuro del servizio mense nelle scuole e nei centri diurni si arriva mercoledì alla tappa più importante. Verrà infatti esaminato dal Tribunale amministrativo il ricorso presentato dalla cooperativa «Solidarietà e lavoro», rappresentata dall’avvocato Vincenzo Fortunato, che chiama in causa la società Dussmann Service srl, rappresentata dall’avvocato Davide Moscuzza, e il Comune di Latina che è presente tramite l’avvocato Francesco Cavalcanti.
La ricorrente, che gestisce il servizio da undici anni, chiede l’annullamento della determinazione numero 886 del 17 maggio scorso e della nota del 30 maggio con cui è stata comunicata l’aggiudicazione definitiva della «procedura aperta per l’appalto quinquennale dei servizi di ristorazione scolastica, per gli asili nido, per i centri diurni dei disabili, per il centro anziani» in favore della società Dussman service srl. L’affidamento è stato oggetto di contestazioni dal primo momento per via dell’offerta economica posta in relazione ai posti di lavoro e comunque al personale necessario. Gli stessi operatori del servizio mense hanno manifestato perplessità e chiesto un incontro con il Comune per avere rassicurazioni circa il loro futuro occupazionale. Ma il ricorso non si occupa specificamente di questo aspetto bensì solleva eccezioni di legittimità sull’iter seguito. Insomma un appalto finito nel tritacarne come tutti gli altri fin qui espletati dal Comune e che tocca da vicino i lavoratori oltre che tracciare un percorso difficile nel passaggio delle consegne in relazione alla gestione dei macchinari e degli spazi destinati alle mense. Gli operatori impiegati in questo settore sono 105 tra cuochi, autisti, magazzinieri, amministrativi.
Il contratto su cui ballano numerose polemiche da settimane è molto ricco, vale 12 milioni di euro e serve a fornire circa 4mila pasti al giorno, è stato aggiudicato con un ribasso di offerta in base alle quale il costo di un singolo pasto è passato da 4,70 euro a 3,72.
Una differenza che ha fatto temere ripercussioni sul personale, aspetto sul quale ci sono comunque state già rassicurazioni.