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Capodanno Liguria, ok la ristorazione male per gli albergatori

Tutto esaurito nelle riviere

A Genova, piazza De Ferrari affollata e ristoranti pieni a Natale e Capodanno. E tanti turisti nelle riviere liguri. I dati non ci sono ancora, ma il primo bilancio ligure delle festività è positivo, mentre va peggio per gli albergatori genovesi che dopo la parentesi positiva di novembre – grazie ad un congresso – sono tornati al trend negativo iniziato dopo il crollo del ponte Morandi. “Ma negli ultimissimi giorni dell’anno si è aperto qualche spiraglio: il 30 e 31 dicembre c’è stato un po’ di recupero” commenta Gianluca Faziola, presidente dell’Associazione albergatori di Genova che spiega: “Eravamo consapevoli che fosse difficile. Fino a luglio i dati sono stati molto positivi, poi dopo il crollo del ponte sono scesi”. Ma è ottimista sul futuro: “Gli ospiti sono felici di stare a Genova, e poi proprio a fine anno mi porto a casa lo spot di Costa crociere e della Regione per promuovere la Liguria che forse ha già avuto effetti positivi proprio sulle prenotazioni di fine anno”.

L’altra faccia della medaglia su Genova la mostra Alessandro Cavo, presidente di Fipe Liguria e vicepresidente vicario di Ascom/Confcommercio. “E’ stato un Natale buono per i ristoranti e il settore alimentare – dice -. E’ stato scongiurato il timore di contraccolpi dal crollo del ponte e abbiamo un numero nutrito di turisti, meglio del 2017. Per gli albergatori invece non è stato uno splendido dicembre”.
Allargando lo sguardo all’intera Liguria l’assessore regionale al Turismo Gianni Berrino è soddisfatto. “Dai primi riscontri è stato un grande successo, con difficoltà a trovare posti negli alberghi che erano aperti” commenta, e vale anche per gli appartamenti in affitto. “Non solo nella riviera di Ponente ma anche gli albergatori del Tigullio e l’assessore di Rapallo confermano che c’è stato il tutto esaurito. Nonostante l’immagine negativa dopo il crollo del ponte e le mareggiate l’attrattività della Liguria ha resistito. A dicembre si conferma il trend dei primi 11 mesi sul turismo: abbiamo perso meno del 3% rispetto ad un anno record come il 2017”.

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