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Cagliari- produce tremila bottiglie di birra ma il nuovo decreto gli impedisce di venderle al mercatino natalizio

A dicembre 2019 ha proposto le sue birre artigianali nel mercatino di Natale di piazza del Carmine a Cagliari. Era il primo anno e, stando alle vendite effettuate, non era andata assolutamente male. Quest’anno, però, la musica cambia totalmente: mercatini vietati per colpa del Coronavirus. E Mauro Atzori, giovane birraio artigianale cagliaritano, si sente beffato: “Avevo già preparato tremila bottiglie, lo stesso tanto che ero riuscito a piazzare dodici mesi fa. La birra l’avevo prodotta a fine settembre, in anticipo”. Poi è arrivato il “no” del Governo: “E mi ritrovo con migliaia di bottiglie sul groppone. Per me è un danno enorme, non riesco nemmeno a vendere la mia birra ai locali o ai ristoranti perchè chiudono alle diciotto e la gente, la birra, la beve prevalentemente di sera, all’ora di cena”. Soluzioni per cercare di salvare il salvabile? Una sola: affidarsi al vasto mondo della rete.

“Dovrò fare carte false per vendere i miei prodotti su internet. A malincuore, però”, precisa Atzori, “online non farò certamente girare l’economia sarda. Se ci fossero state ancora le casette avrei potuto pagare qualcuno per il packaging delle bottiglie, per esempio”. Invece, nulla da fare. E l’amarezza è doppia quando il 45enne ricorda che “dal Governo non ho ricevuto nessun aiuto. Nemmeno i seicento euro: il mio commercialista ha fatto tutte le verifiche del caso, purtroppo non mi sono spettati. Certo, i mercatini sono all’aperto: perchè non hanno previsto di creare dei percorsi dedicati e in sicurezza, con un varco per l’entrata delle persone, magari contingentandole? Sarebbe stato sempre meglio che incassare zero euro”.