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Bonelli (Verdi) commenta il discorso di Conte: “Sulle trivelle mancava l’autocritica”

“Conte e Di Maio nel febbraio 2019 hanno firmato un piano energia e clima che è stato bocciato dall’UE perché non rispetta i target sulle rinnovabili e sull’emissione di gas serra”. I Verdi non dimenticano gli errori del primo governo Conte e mettono l’ambiente come priorità urgente.

Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dell’esecutivo dei Verdi, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul Green New Deal. “Costruire una politica globale sull’ambiente significa anche attuare politiche economiche che consentano di creare posti di lavoro. La frontiera della conversione ecologica dell’economia non è un’utopia, non sono frottole, molti Paesi la stanno applicando. Prezzo auto elettriche alte? Gli incentivi andrebbero legati ai redditi, è quello che stanno avviando in Francia. Se un operaio è costretto a utilizzare l’automobile per andare al lavoro, non gli si può imporre di adeguare la macchina per inquinare meno senza dargli incentivi. Chi ha tanti soldi invece potrà comprarsi l’auto elettrica senza avere il contributo”.

Conte ha dedicato gran parte del suo discorso sull’ambiente alle trivellazioni. “Uscire dalla dipendenza degli idrocarburi è fondamentale da un punto di vista geopolitico e da un punto di vista ambientale e di salute pubblica. Quello che manca nel discorso di Conte è l’autocritica rispetto a quanto fatto nel precedente governo sempre da lui presieduto. Conte e Di Maio nel febbraio 2019 hanno firmato un piano energia e clima che è stato bocciato dall’UE perché non rispetta i target sulle rinnovabili e sull’emissione di gas serra. Non si facciano dichiarazioni tanto per farle, un premier serio deve parlare di fatti e in questo momento i fatti non ci sono. Per uscire dalla dipendenza degli idrocarburi bisogna produrre energia rinnovabile e finora non è stato fatto”.

Sul M5S. “Non è che siccome hanno cambiato alleato, dalla Lega al PD, allora noi possiamo dimenticare che la gestione del M5S è in mano a una srl che è la Casaleggio associati. Non è possibile che attraverso la piattaforma Rousseau si possa decidere ad esempio di espellere esponenti solo perché hanno espresso un dissenso. Noi crediamo nello Stato di diritto, nella democrazia, riteniamo che ci sia un problema molto serio da questo punto di vista”.