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Atlantia: in Borsa +3,6% con offerta Cdp per Aspi

 

Atlantia corre in Borsa con l’offerta vincolante di Cdp insieme ai fondi Blackstone e Macquarie per l’88,06% di Aspi pronta per il vaglio del consiglio di amministrazione di Cassa, che la esaminerà oggi prima dell’invio ad Atlantia che la attende entro mercoledì. A Piazzza Affari il titolo avanza del 3,6% a 15,6 euro

La Borsa di Milano apre in calo, in linea con le altre piazze europee.

L’indice FTSE-MIB cede lo 0,59% a quota 22.999. Avvio di seduta debole anche in Europa con i tecnologici venduti e i minerari in rialzo, in scia alle quotazioni dei prezzi dei metalli. Lo Stoxx 600 cede lo 0,9%, aprendo in ribasso dopo tre settimane di guadagni, con la maggior parte dei settori in rosso. Tech, auto, media registrano cali maggiori, oltre l’1 per cento. Londra cede lo 0,4%, Parigi lo 0,6%, Francoforte lo 0,9 per cento.

Aspi: pronta offerta vincolante Cdp,al vaglio del cda – L’offerta vincolante di Cdp insieme ai fondi Blackstone e Macquarie per l’88,06% di Aspi è pronta per il vaglio del consiglio di amministrazione di Cassa, che la esaminerà prima dell’invio ad Atlantia che la attende entro mercoledì. Ma Aspi è solo uno dei temi caldi che terranno impegnato il board di via Goito, convocato per il tardo pomeriggio: sul tavolo, infatti, ci sono anche i nodi del diritto di prelazione sul 50% di Open Fiber e la lista per il rinnovo del cda di Tim. Per quanto riguarda Aspi, quando sono passati oltre sette mesi dall’accordo che ha risolto il braccio di ferro tra il Governo e Atlantia prevedendo il riassetto azionario di Aspi con l’ingresso di Cdp, e dopo due offerte preliminari, un aggiornamento dell’offerta e svariati rinvii, la trattativa tra Cdp e Atlantia potrebbe essere vicina ad un punto d’arrivo. La holding infrastrutturale, nel concedere l’ultima proroga (fino al 24 febbraio), ha chiesto per quella data “un’offerta vincolante e non soggetta a condizioni di sindacazione o finanziamento”. Fino ad oggi il consorzio ha presentato due offerte preliminari, entrambe bocciate da Atlantia perché i termini economici non erano sufficienti.
Le due offerte valutavano Aspi in un range tra 8,5 e 9,5 miliardi, cioè molto meno rispetto a quanto stimato da Atlantia e dai suoi azionisti, a partire dal fondo inglese Tci che fissare la propria valutazione a 11-12 miliardi. Intermonte in una valutazione indipendente ha stimato il 100% tra 10,9 e 11,9 miliardi. Nell’aggiornamento del 23 dicembre, poi, Cdp e soci collocavano il prezzo nella parte bassa della forchetta. Ora la nuova offerta, che sarà condizionata al Pef (critico su questo il M5s che ritiene inaccettabile un’offerta di Cdp senza prima conoscere il piano economico finanziario) e all’atto transattivo, dovrebbe valutare l’asset sempre in un range tra 8,5 e 9,5 miliardi, ma è anche possibile che questa volta il prezzo sia nella parte alta della forchetta. Lo schema dovrebbe prevedere inizialmente il 40% a Cdp e il restante 60% diviso equamente tra i fondi, con la possibilità in un secondo momento per Cassa di salire al 51%. Il cda di Atlantia si riunirà il 26 per valutare i vari aspetti dell’offerta. Il board potrebbe anche decidere di interessare l’assemblea per far valutare l’offerta direttamente ai soci. Sul tavolo del cda di domani di Cassa c’è anche l’esercizio del diritto di prelazione (che scade il 25 febbraio) sul 50% di Open Fiber detenuto da Enel, per il quale Macquarie ha offerto 2,65 miliardi. Difficilmente Cdp opterà per esercitare il diritto di prelazione, molto più probabile che tratti in un tavolo a tre, l’acquisto di una quota (che potrebbe essere del 10%) che le consenta di avere la maggioranza nell’operatore wholesale e guidare così il processo verso la costituzione di AccesCo, la rete unica. Al vaglio del board, infine, la decisione di Cdp sulla lista per il rinnovo del cda di Tim (di cui Cassa ha il 9,9%): una decisione non è stata ancora presa ma sulla partita c’è totale allineamento con il Mef.