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Ancona, Mancinelli in testa ma non basta: si andrà al ballottaggio

Mancinelli ottiene il 48% dei consensi con 20.448 voti, ben distanziata dal suo principale competitor: Stefano Tombolini, che si ferma al 28,4%, con 12.101 voti

Il giorno tornata elettorale è il momento dei bilanci. Ad Ancona, l’unico capoluogo di regione al voto, non si segue il trand delle nazionali e del governo. Gli elettori scelgono la sindaca uscente del Pd Valeria Mancinelli, sostenuta da una coalizione civica e di centrosinistra, con Pd e Verdi con il proprio simbolo, ma anche socialisti e centristi tra le civiche. Conti alla mano però, all’appello mancano oltre 13 mila elettori che hanno disertato le urne, con un’affluenza poco sopra la metà degli aventi diritto.

Ancona si conferma cosi’ roccaforte rossa, dopo 25 anni di governo Pds-Ds-Pd.

Mancinelli manca per un soffio l’elezione al primo turno e si attesta al 48% dei consensi con 20.448 voti, ben distanziata dal suo principale competitor: Stefano Tombolini, candidato sindaco civico, sostenuto dal centrodestra compatto, che si ferma al 28,4%, con 12.101 voti. Saranno loro a fronteggiarsi al ballottaggio del 24 giugno. M5S con la candidata Daniela Diomedi non ripete l’exploit delle politiche del 4 marzo, quando era diventato il primo partito della citta’ arrivando al 31% dei consensi: per Diomedi 7.265 voti, piu’ di quelli andati alla lista pentastellata, e il 17% dei consensi. Il piu’ giovane candidato anconetano Francesco Rubini con la lista Altra Idea di citta’ si ferma a 6,55%.

Secondo Mancinelli, “ad Ancona il Pd ha tenuto perche’ ha fatto quello che dovrebbe fare in generale e cioe’ niente teatrino della politica, niente divisioni interne, niente opposizione all’amministrazione che ha espresso”. E dal capoluogo marchigiano viene una lezione che potrebbe essere valida per tutto il Pd:

“Credibilità dei candidati, classe dirigente in gran parte nuova”

Qui il Pd ha fatto quello che dovrebbe fare a livello generale, quando lo fa i risultati arrivano” dice Mancinelli. Al momento non e’ alle viste un ‘contratto’ di apparentamento M5s-Lega (o centrodestra), ipotesi avanzata da Tombolini, ma respinta da Diomedi. E ci sono spunti di riflessione all’interno del centrodestra: compatto dietro a Tombolini, ma con una redistribuzione di peso che rispecchia dinamiche nazionali. La Lega, che ad Ancona di fatto non esisteva, è il primo partito della coalizione (12,33%), Forza Italia frana e finisce addirittura sotto di una trentina di voti rispetto a Fdi. Nelle altre citta’ dove si va al ballottaggio (Falconara Marittima e Porto Sant’Elpidio), si ripropone un classico duello tra un candidato di centrodestra e uno di centrosinistra. M5s segna un punto con il nuovo sindaco di Castel di Lama (Ascoli Piceno), Mauro Bochicchio.