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venerdì 1 Luglio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

EDIZIONI REGIONALI

Alpini: Zilli, 80mo strage Galilea lezione mai così attuale per futuro

L’assessore alla cerimonia a Ragogna in ricordo dei Caduti della
Seconda guerra mondiale
Muris di Ragogna, 27 mar – “Da questo angolo del Friuli si
scrive ancora la storia, nel ricordo dei poveri martiri della
guerra, nella commozione del popolo friulano che ha sempre saputo
rievocare con grande vigore gli anniversari di questa strage. Ma
si scrive anche nell’emozione che viviamo in questo momento di
grande fragilità internazionale che pone tanti interrogativi,
dentro di noi e sui tavoli di chi ha la responsabilità di
prendere decisioni”.
Ha esordito così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara
Zilli, nel suo intervento in rappresentanza del governatore del
Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga alla cerimonia in
occasione dell’ottantesimo anniversario della strage a seguito
dell’affondamento del piroscafo Galilea. L’evento commemorativo
si è tenuto a Muris di Ragogna nei pressi del monumento ai caduti
sul fronte greco albanese. Del monumento, che riporta i nomi dei
tanti alpini del Gemona e le lapidi dei bersaglieri del 2°
Reggimento e del I e XXI Battaglione Carabinieri, quest’anno si
celebra anche il 50mo dall’inaugurazione.
Era la notte del 28 marzo 1942 quando un siluro inglese colpì il
Galilea sul lato destro, verso prua, al largo dell’isola greca di
Antipaxos nel Mar Ionio. Era salpato da Patrasso in direzione
Bari la mattina, ma nel porto del capoluogo pugliese non ci
arrivò mai: dopo sei ore, infatti, l’ex lussuoso piroscafo civile
della triestina Adriatica Società Anonima di Navigazione, si
inabissava. Aveva a bordo 1.335 persone, più del doppio rispetto
alla capienza consigliata, per la maggior parte alpini del
battaglione Gemona, alcuni ospedali da campo della Divisione
Julia, ma anche bersaglieri, carabinieri, numerosi militari in
licenza, oltre a un centinaio di marinai e una sessantina di
prigionieri, tra greci e italiani. Furono solo 279 i superstiti,
205 gli alpini.
“Sono qui – ha affermato Zilli, ringraziando i rappresentanti
delle istituzioni, delle associazioni, delle Forze dell’ordine –
per esprimere la gratitudine per questo grande senso di
appartenenza alla grande storia e per la voglia di coglierne gli
insegnamenti per consegnare al futuro, ai nostri ragazzi, ciò che
non deve più accadere; per consegnare un monito e il valore che
gli alpini rappresentano in questa terra: solidarietà, ed è
quella che stiamo offrendo oggi ai profughi della guerra in
Ucraina, e rispetto per la Patria e i valori che condividiamo. È
questo – ha concluso l’assessore – il senso più profondo che
vorrei trasmettere in una giornata così ricca di emozione:
l’appartenere ad una comunità che ha valori e che li incarna
nell’impegno, nella solidarietà, nel rispetto per il prossimo”.
Al termine della cerimonia, a cui era presente la Medaglia d’oro
al Valor militare Paola Del Din e a cui sono intervenuti il
sindaco Alma Concina, il presidente del Consiglio regionale Piero
Mauro Zanin, il comandante della Brigata alpina Julia Fabio
Maioli e il presidente dell’Associazione nazionale alpini
Sebastiano Favero, il cappellano don Alvino D’Orlando ha
celebrato la S. Messa accompagnata dal coro “Amici della
montagna”.
ARC/EP/pph