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“Abbiamo, in passato, già esposto la bandiera francese e dell’Ucraina. Gesti di solidarietà e di vicinanza a popolazioni attaccate da atti di terrorismo o di guerra. Adesso abbiamo esposto la bandiera di Israele”

“Abbiamo, in passato, già esposto la bandiera francese e dell’Ucraina. Gesti di solidarietà e di vicinanza a popolazioni attaccate da atti di terrorismo o di guerra. Adesso abbiamo esposto la bandiera di Israele”

Troviamo sinceramente sconcertante la domanda di attualità come posta dal consigliere Palagi. Sconcertante – spiegano il capogruppo del Partito Democratico Nicola Armentano con le vice capogruppo Alessandra Innocenti e Letizia Perini – perché nel testo manca l’unica cosa che andrebbe detta in questo momento: un giudizio chiaro di condanna rispetto a quanto accaduto sabato mattina, e cioè ad un attacco terroristico e militare di Hamas sui civili israeliani. che hanno provocato centinaia di vittime, rapimenti e violenze nei confronti di persone inerti di donne e di bambini solo perché israeliani. La sola scena del massacro di 260 giovani che partecipavano ad una festa penso sia sufficiente a descrivere la situazione.
Ecco, noi, a differenza di lei consigliere Palagi, riteniamo che tutto questo sia inaccettabile, e che vada assolutamente condannato senza giustificazione.
Quello che è accaduto sabato scorso può solo generare una escalation di violenza di non facili previsioni.
Firenze, da sempre città di Pace – proseguono Armentano, Innocenti e Perini – è città di dialogo.
Non possiamo assistere attoniti a quello che sta accadendo.
Serve subito un impegno per evitare una vera e propria guerra tra Israele e Palestina. Per questo esponiamo la bandiera dello Stato di Israele esprimendo la nostra solidarietà a questa comunità, vittima di attentati efferati.
E condanniamo anche ogni tipo di violenza nei confronti della popolazione palestinese, violenze nate in risposta all’attentato terroristico compiuto da gruppi di facinorosi di Hamas contro i civili israeliani. Lo facciamo come abbiamo sempre fatto in occasione di attentati terroristici, come quando abbiamo esposto la bandiera francese l’8 gennaio 2015 per l’attacco a Charlie Hebdo e il 15 luglio 2016 per la strage di Nizza, come abbiamo esposto le bandiere dell’Ucraina in occasione dell’invasione del febbraio 2022 e come abbiamo colorato di rosso le porte storiche della città nell’ottobre 2019 in solidarietà al popolo curdo attaccato dall’esercito turco.
E solo con questo giudizio che possiamo lavorare per costruire un vero percorso di pace.
Per questo le bandiere di Israele e della pace accanto non sono in contraddizione.
Perché, e questo ci preme sottolinearlo, sono questi attentati terroristici a minare completamente qualsiasi percorso di pace. È Hamas, per prima, che non vuole un percorso di pace.
Noi crediamo sempre ad un dialogo ed alla collaborazione. E su questo abbiamo sempre investito concretamente per rilanciare anche una diplomazia delle città, accanto a quella degli Stati nazionali. L’abbiamo proposta concretamente – concludono Nicola Armentano, Alessandra Innocenti e Letizia Perini – nelle diverse edizioni di Unity in Diversity e nel forum delle città del Mediterraneo. E ci impegneremo a collaborare con tutte le città del Mediterraneo, sia palestinesi che israeliane, sia per una collaborazione tra noi e loro”. (s.spa.)

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