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A Trieste una mostra che coniuga pittura e poesia

La mostra “Vita Vista Mare” è il compendio del lavoro di un’artista poliedrica triestina che utilizza tecniche innovative e originali per i suoi quadri.

S’inaugura mercoledì 14 agosto 2019 alle ore 19 alla Sala Comunale d’Arte (piazza Unità d’Italia 4) di Trieste, la mostra personale della pittrice triestina Anna Zennaro, che sarà introdotta sul piano critico dall’architetto Marianna Accerboni. Nella mostra, intitolata “Vita Vista Mare”, sarà esposta una trentina di opere realizzate a tecnica mista con materiali innovativi, resine e foglia d’oro tra il 2015 e il 2018. Fino al 31 agosto (orario ogni giorno 10 – 13 e 17 – 20 / visita guidata sabato 24 agosto ore 19 e sabato 25 maggio). Interpreta e visualizza i versi haiku (brevi poemi di origine giapponese e seicentesca, composti da 17 sillabe), che affascinarono anche Ungaretti e che lei stessa compone, attraverso una sorta di pittura raffinata e personale. Spesso è foglia d’oro su legno, ma anche un rosso incantato o smalti e resine, a seconda dell’ispirazione.

Anna Zennaro, triestina, giornalista, scrittrice e artista, ama librarsi senza vincoli attraverso quelle che potremmo definire le solitudini e le bellezze fatte di essenzialità e di depurazione dal superfluo. Guidata in questo suo percorso dalla filosofia Zen, sperimenta anche la realizzazione degli haiga, sintesi tra verso e immagine, pure di derivazione orientale. Incide su legno brevi, criptici, eleganti poemi, che appaiono quasi come raffinati, insoliti e inediti bassorilievi, di una purezza quasi arcaica, rifinendoli con foglia d’oro, secondo una fascinazione che la porta a sperimentare anche il kinstugi, l’arte appunto di riparare l’arte con l’oro. E partecipa pure al renga, sorta di catena poetica che vibra e si accresce di autore in autore. Ma, il suo mondo espressivo e creativo non è solo questo. Solca e interpreta con la sua pittura anche il mare mosso dal vento o argenteo, rosato e dorato per effetto dei raggi della luna, del sole o dell’aurora, inventa cavità in cui vibra l’eco del mistero, del domani e dell’eterno.