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A Trieste #PrimaLePersone, in duemila in piazza

Opporsi alla “logica del branco” e difendere “inclusione, pari opportunità ed una democrazia reale”. A Trieste la manifestazione di Rete DASI Fvg.

Dopo Milano, anche le strade di Trieste si riempiono di manifestanti che mettono #PrimaLePersone. Riuniti sotto bandiere di organizzazioni, associazioni, sindacati e partiti, più di duemila (quattromila per gli organizzatori) persone in piazza sabato 13 aprile per dire no alla “logica del braco” e per invocare più “inclusione, pari opportunità ed una democrazia reale”. I manifestanti sono giunti in pullman da diversi comuni del Friuli-Venezia Giulia, accompagnati da decine di sindaci, giovani e boy scout. “La politica della paura ed il pensiero negativo e disumano della discriminazione vengono sistematicamente perseguite per alimentare l’odio e creare cittadine e cittadini di serie A e di serie B”, spiegano gli organizzatori. “L’Italia è, invece, il Paese dai mille gesti concreti di accoglienza, il Paese che non si gira dall’altra parte, il Paese che non si vanta di aver chiuso i porti rimandando nei lager libici i migranti, il Paese che non ci sta a scambiare il proprio presunto benessere con migliaia di persone morte nel Mediterraneo. L’Italia è il Paese che denuncia e si attiva contro la chiusura delle frontiere della nuova rotta balcanica; è il Paese che è spaventato dall’abisso di volgare e pericolosissimo razzismo in cui ci si vuole precipitare.”

Anche il Partito Democratico del Friuli-Venezia Giulia ha partecipato al corteo organizzato da Rete DASI Fvg, Rete per i Diritti, l’Accoglienza e la Solidarietà Internazionale del FVG. La manifestazione voleva dire di no all’indifferenza, alla disuguaglianza, allo sfruttamento e alle condizioni di precarietà. “Vogliamo inclusione, pari opportunità ed una democrazia reale per un Paese senza discriminazioni, senza muri, senza barriere. Casa, scuola, lavoro/reddito e salute sono le basi di vita da assicurare universalmente: questi sono gli ideali, i progetti, l’etica dei diritti umani per tutte e tutti”. Un’iniziativa in difesa dei più deboli, una celebrazione della diversità come una ricchezza e non una minaccia.