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A scuola di biodiversità: Regione Puglia e A.R.I.F. insieme per un progetto dedicato ai più piccoli

Si chiama “Biodiversità in rete” il progetto dedicato alle alunne e gli alunni di 40 scuole primarie pugliesi per conoscere da vicino e scoprire il ricco patrimonio forestale della Puglia. Si tratta di un percorso di studio, conoscenza, racconto e ascolto, soprattutto sul campo, rivolto alla scuole  e pensato per favorire la crescita, negli adulti di domani, di una coscienza green che consideri l’ecologia e il rispetto per l’ambiente una priorità fondamentale. 

Le attività del progetto, organizzato dall’Agenzia regionale per le risorse irrigue e forestali (A.R.I.F.) insieme a Regione Puglia, sono state presentate lo scorso primo giugno, nella sede dell’Assessorato Agricoltura, alla presenza dell’assessore regionale, del dirigente della Sezione Gestione sostenibile e tutela delle risorse forestali e naturali, Domenico Campanile, e del direttore A.R.I.F, Francesco Ferraro. Alla giornata hanno partecipato anche due due scolaresche dell’Istituto comprensivo Mazzini-Modugno di Bari, che hanno svolto anche una visita guidata nella sede istituzionale. Durante il forum si è discusso del progetto in itinere con l’illustrazione delle prime tre sessioni già svolte dalle scolaresche selezionate della Regione Puglia, con un avviso pubblico, e la presentazione del concorso che coinvolgerà tutti gli alunni partecipanti, nelle vesti di piccoli “ricercatori.

L’iniziativa  ha l’obiettivo di promuovere e tutelare della biodiversità, le risorse naturali e l’accompagnamento dei più piccoli nella conoscenza del regno vegetale, attraverso un percorso didattico organizzato in lezioni frontali, laboratoriali e visite guidate alla scoperta della Biodiversità Forestale Pugliese, favorendo, altresì, l’inclusione e la formazione “esperienziale”. L’iniziativa intende anche riportare in vita gli aspetti meno conosciuti della civiltà rurale pugliese e usanze ormai dimenticate rappresentative dell’antichissimo e complesso legame uomo-natura.

 “Il nostro territorio è costituito da un complesso ecosistema – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura – un tesoro che si mimetizza tra le fronde, ma che è giunto fino a noi grazie alla lungimiranza di chi ha saputo custodirlo attraverso un’interazione con la natura basata sulla consapevolezza della sua fragilità e su antichissime pratiche dettate dall’alternarsi delle stagioni.  La biodiversità, quindi, è base alimentare per l’uomo ed è, allo stesso tempo, un insieme di preziose risorse caratterizzate da molteplici aspetti, da quelli paesaggistici a quelli economici. Con questo progetto ci poniamo l’obiettivo di promuovere delle corrette e puntuali strategie di informazione, rivolte alle nuove generazioni, in grado di contribuire alla valorizzazione dell’ambiente e a sottolineare l’importanza delle risorse naturali per l’uomo”. 

Per il Dirigente della Sezione Gestione sostenibile e tutela delle risorse forestali e naturali “l’obiettivo principale è quello di non disperdere il grande bagaglio di conoscenze e tradizioni legate all’utilizzazione delle diverse specie agrarie e forestali e di recuperare, al tempo stesso, il patrimonio sapientemente tramandatoci dalle generazioni passate al fine di rendere il futuro più ecosostenibile. Soprattutto diventa necessario rimanere in contatto con le nostre origini e, proprio come gli alberi, trarre nutrimento dalle nostre radici per ricordarci chi eravamo e quanto fosse indispensabile per i nostri padri il rapporto simbiotico con il mondo delle piante”. 

“Nella III sessione di campo, gli alunni hanno visitato alcuni vivai forestali – commenta il direttore  A.R.I.F.  Puglia Ferraro – che supportano e sostengono in modo del tutto gratuito le attività didattiche e divulgative. Le guide hanno dapprima enunciato i princìpi della biodiversità, intesa come ricchezza di vita sulla Terra ed insieme di tutti gli organismi viventi presenti sul Pianeta, e successivamente hanno accompagnato gli alunni alla scoperta della macchia mediterranea, un habitat costituito essenzialmente da piante arbustive e da alberi di piccole dimensioni, tra le quali i giovani partecipanti hanno imparato a riconoscere il leccio, il carrubo ed il corbezzolo con le sue bacche rosse. I ragazzi sono stati incoraggiati a sviluppare il proprio spirito di osservazione e a focalizzare l’attenzione sugli esemplari maggiormente rappresentativi della vegetazione autoctona che sono divenuti protagonisti della cultura popolare ed hanno ispirato, nei secoli, leggende e tradizioni”.

Gli interventi delle autorità presenti e dei coordinatori di progetto, Marco D’Attoli e Alessandro Mariggiò, hanno avuto come comune denominatore la necessità di trasferire alle nuove generazioni il fondamentale bagaglio di buone pratiche ereditate nel campo dello sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, un modo di avvicinarsi all’ambiente fondato sulla tutela della biodiversità ed il rispetto dei suoi fragili equilibri.

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