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sabato 28 Maggio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Raggiunto un nuovo traguardo nella lotta alle slot machines

Continua la battaglia, iniziata ormai sei anni fa, del sindaco di Anacapri Franco Cerrotta, alle slot machines e alla ludopatia. La lotta è nata da una verifica efferttuta dalla Guardia di finanza nel 2013, dalla quale era emerso che ben 600 euro al giorno venivano spesi per “giocare” ai videpoker ed alle slot di ogni genere installati in bar e circoli dell'isola, contro una media nazionale di 250 euro.
Da qui il referendum indetto sul territorio cittadino, che aveva portato Anacapri ad essere il primo comune «no slot» del Paese.
Alla domanda posta agli elettori, due anni fa, in concomitanza con le regionali, “Sei favorevole a tenere distanti dai luoghi sensibili locali che ospitano le slot machine e le new slot?”, i “sì” erano stati infatti 1785 (una percentuale dell’89%), contro appena 142 “no” (bianche e nulle 78 schede).
Il regolamento, confermato dal risultato referendario, stabiliva che: sale da gioco, sale scommesse e pubblici esercizi nei quali sono collocate le slot machine non possono più stare a una distanza inferiore a 150 metri dai “luoghi sensibili” individuati in: scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, centri giovanili, attrezzature balneari, spiagge, sportelli bancari, postali o bancomat.
Posto al vaglio del Consiglio di Stato, a seguito del ricorso presentato da esercenti, concessionari e gestori delle slot machines, la Corte si era così espressa “il sindaco può esercitare il proprio potere regolatorio, anche quando si tratti dell’esercizio del gioco d’azzardo, quando le relative determinazioni siano funzionali ad esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica”.
Ottenuto questo importate responso dal Consiglio di Stato, un altro traguardo è stato ora raggiunto dal Comune campano.
Navi veloci e traghetti che assicurano ogni giorno i collegamenti tra la terraferma e le isole, sollecitati dalle richieste del Comune, saranno i primi mezzi pubblici «no slot» d'Italia.
Grazie alla decisione dei manager di Snav e Rifim, le due società che si dividono ciascuna con l 50 per cento delle azioni il pacchetto del'ex partecipata regionale, sono state infatti rimosse le apparecchiature dai traghetti della flotta Caremar.

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