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Violenze in carcere: ferito un agente di polizia penitenziaria

Ancora una giornata di follia e violenza nel carcere di Cassino, proprio mentre era in atto la protesta degli Agenti del penitenziario davanti all’ingresso dell’Istituto di pena. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Maurizio Somma, segretario nazionale SAPPE per il Lazio, ricostruisce i fatti: “Ieri mattina alle ore 11:15, proprio mentre eravamo a manifestare davanti al carcere per denunciare le criticità e le problematiche con le quali quotidianamente ha a che fare il personale di Polizia Penitenziaria in servizio,  un Agente è stato aggredito da un detenuto italiano di circa 40 anni, con pena di un mese di fine pena. Il detenuto era appena rientrato al secondo piano della Seconda Sezione detentiva dopo aver scontato 15 giorni di isolamento: voleva uscire dalla Sezione ed il collega, giustamente, ha cercato di impedirglielo. Il ristretto lo ha quindi aggredito e ripetutamente spinto contro il cancello. Il SAPPE esprime solidarietà al poliziotto penitenziario ferito ma torna a denunciare la gravità della situazione in atto a Cassino, carcere nel quale gli eventi critici si verificano con sconcertante periodicità”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, chiede l’intervento del Ministro della Giustizia Andrea Orlando per affrontare la questione penitenziaria, in particolare quella di CASSINO che per il SAPPE rimane un’emergenza: “Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 10 giorni un detenuto si uccide in cella: aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno. Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto”, aggiunge il leader del SAPPE, “sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere. Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. La vigilanza dinamica ed il regime penitenziario aperto non favoriscono affatto la rieducazione die detenuti ma il concretizzarsi di gravi eventi critici. Rinnoviamo l’invito al Guardasigilli affinchè sospenda ogni provvedimento in tal senso e convochi i Sindacati per affrontare la questione penitenziaria, che è e rimane una emergenza”.

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