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Il diritto al risarcimento del danno per direttiva UE inattuata

Forse non molti lo sanno, ma anche gli atti adottati dall’Unione Europea e non attuati dallo Stato italiano possono riconoscere diritti ai cittadini. Se lo Stato non attua la direttiva UE, i cittadini possono chiedere il risarcimento del danno provocato dal mancato riconoscimento di quei diritti. A fare chiarezza sulla questione è stata Maria Francesca Ciriello, Dottoressa in Diritto e amministrazione pubblica: «Ciascuno Stato membro è tenuto ad adottare i provvedimenti di attuazione del diritto dell’Unione Europea entro i termini previsti. Se questo non accade, lo Stato membro commette una violazione che non solo può provocare un’azione per infrazione ma, al verificarsi di alcune condizioni, può giustificare anche una richiesta per risarcimento del danno. La Corte di Giustizia ha stabilito che, perché esista il diritto al risarcimento del danno, devono verificarsi tre condizioni: innanzitutto il risultato prescritto dalla direttiva deve prevedere l’attribuzione di diritti ai singoli. In secondo luogo, il contenuto di questi diritti deve poter essere individuato chiaramente sulla base del contenuto della direttiva, e infine, deve esistere un nesso di causalità tra la violazione commessa dallo Stato e il danno subito dal soggetto. L’esistenza del danno deve essere accertato e quantificato dal giudice nazionale».

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