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Cultura, 28 leggi regionali in una: il Piemonte aggiorna l’impianto normativo

La Giunta regionale piemontese ha abrogato 28 leggi con un unico disegno, approvato dal Consiglio. Le politiche culturali del Piemonte si aggiornano.

Martedì 24 luglio la Giunta regionale piemontese ha approvato un disegno d legge in materia di politiche culturali che abroga 28 leggi precedenti, ritenute poco in linea con lo scenario attuale. L’obiettivo non è solo quello di aggiornare le politiche regionali in materia culturale, ma anche quello di avere un unico strumento da cui poter attingere per i futuri provvedimenti per la cultura. La nuova legge è frutto di un lungo e articolato lavoro, all’insegna dell’unitarietà e della trasversalità tra autorità e associazioni di categoria. In particolare, il confronto si è concentrato nel corso degli Stati generali della cultura del 2016. A partire dagli Stati generali, proseguendo con la discussione in Consiglio regionale, si è giunti al disegno di legge unico che ha soppiantato quasi trenta disegni di legge precedenti.

La legge, composta da 48 articoli, entrerà in vigore il 1° gennaio 2019 in corrispondenza dell’inizio del corrispondente esercizio finanziario. Tra i temi principali contenuti nella legge vi sono: la definizione della cultura quale generatrice di un significativo valore economico, una programmazione triennale del settore e delle risorse e il ruolo della Regione in materia di politiche culturali. È particolarmente significativo il fatto che nei primi articoli della nuova legge venga delineato un nuovo concetto di cultura, ridefinendone il ruolo. La cultura non funge solo da salvaguardia della tradizione materiale e immateriale, ma deve anche essere motore e promotore per la crescita del singolo e della comunità.

La nuova linea culturale della regione si accompagna a nuovi strumenti di programmazione. Il nuovo disegno di legge prevede un Programma triennale della cultura, che definisca obiettivi, priorità e linee guida d’intervento. In più è prevista una coerente programmazione pluriennale che comporta la costituzione di un nuovo Fondo per la cultura, destinato a finanziare le iniziative culturali del Piemonte.

Cultura e turismo, la nuova legge valorizza il patrimonio culturale piemontese.

Nell’ultimo decennio, grazie anche alle mutate condizioni socio-economiche, è risultato evidente il legame indissolubile tra cultura e turismo. Infatti, intesa come valorizzazione del patrimonio architettonico e promozione delle attività, la cultura è tra i principali elementi turistici attrattivi del Piemonte. Il ruolo trasversale della cultura viene sottolineato dall’attenzione per l’integrazione delle politiche regionali. Oltre alla valorizzazione del turismo, nazionale e internazionale, le politiche culturali saranno interconnesse allo sviluppo economico, al governo del territorio, alla salvaguardia e promozione dei paesaggi culturali.

“Con questo nuovo testo unico dotiamo il settore culturale di uno strumento unitario e completo, che supera la frammentarietà delle leggi pre-esistenti”. Queste le parole di Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte. Si vuole riconoscere “all’interno di questo ambito non solo i beni culturali e dello spettacolo”, ma anche la “cultura immateriale, enogastronomia e paesaggio e il valore economico che rappresenta per la nostra regione”. “Attraverso il Piano triennale e il Fondo per la cultura, inoltre, diamo maggiore solidità e certezze al settore”. Si vuole valorizzare “il ruolo e le professionalità degli oltre 84mila operatori attivi sul territorio regionale. Un traguardo importante, che conclude un percorso partecipato inaugurato con gli Stati generali della cultura”.

Una nuova definizione di cultura, che abbraccia molti altri ambiti.

Inclusività e partecipazione sembrano le linee guida di questo disegno di legge. Inclusività perché la nuova definizione di cultura abbraccia gli ambiti più vari e diversi, che partecipano a un’idea di cultura intesa come motore della crescita del singolo e della comunità. Questa crescita deve avvenire con uno sforzo congiunto di società civile e amministrazione locale. Per questo, il nuovo disegno di legge delinea le modalità attraverso cui è previsto l’intervento regionale.

I nuovi ambiti inclusi nel settore culturale sono:

– il patrimonio culturale immateriale, con particolare riguardo a: tradizioni orali, toponomastica, eventi rituali e festivi, saperi e tecniche tradizionali relativi ad attività produttive (dall’artigianato al commercio)

– i siti legati alla cultura e storia industriale del territorio, dall’archeologia industriale ai siti minerari ed estrattivi dismessi

– i centri di documentazione attivi presso istituzioni culturali o scientifiche, pubbliche o private

 

Infine, la legge elenca le seguenti modalità di intervento regionale:

–  iniziative dirette

– iniziative in partenariato (attraverso intese e accordi con pubbliche amministrazioni, partecipazione a enti culturali, convenzioni e accordi con soggetti pubblici e privati)

–  sostegno economico a favore di soggetti terzi

Nuova legge, nuovi obiettivi.

Tra gli obiettivi che si pone la nuova legge, su cui delineare le politiche regionali in materia, si elencano:

– la costruzione di un’offerta il più possibile plurale e diffusa sul territorio

-il coinvolgimento di tutte le fasce di pubblico anche attraverso un raccordo strutturato con il mondo della scuola e della formazione

– il sostegno alle iniziative di nuovi soggetti, in particolare giovani, per l’avvio di progetti innovativi

– la promozione della dimensione internazionale delle attività e del patrimonio culturale regionale, incentivando le occasioni di confronto e cooperazione sovranazionali

– l’esercizio di partenariati pubblico-privati

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