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Caso di Firenze, il colonnello Riccardi: “Non esiste un rapporto consenziente in una simile situazione”. Inevitabile il congedo dei due

Ministero e Arma scelgono la linea durissima.

Ministero della Difesa ed Arma dei Carabinieri hanno scelto già la linea da seguire, indipendentemente se venisse o meno accertato lo stupro. Ciò alla luce delle dichiarazioni rese ieri da uno dei due carabinieri in Procura secondo cui la ragazza era consenziente. Il comandante generale Tullio Del Sette in accordo con la ministra Roberta Pinotti non hanno dubbi: linea durissima con scontato congedo dei due militari. Infatti “non si può consentire che chi indossa la divisa approfitti di una ragazza”.

Il congedo inevitabile

“Non faremo sconti, non esiste un rapporto consenziente in una simile situazione. I due militari erano in turno e dunque non avrebbero dovuto fare nulla di quanto invece è accaduto. Soltanto in casi eccezionali un cittadino può salire sulla macchina di servizio e sempre per essere soccorso. Appare evidente che le intenzioni fossero altre e per questo pagheranno”. Parole chiare, quelle del colonnello Roberto Riccardi, responsabile della comunicazione dell’Arma, che non lasciano spazio a dubbi sul futuro dei due carabinieri.

La linea del Ministero e dell’Arma

“Due mele marce non bastano per macchiare la reputazione dell’Arma”, così si è espressa la ministra Pinotti, chiedendo anche una risoluzione veloce del caso affinché la reazione dello Stato sia credibile. Sulla stessa linea il comandante Del Sette, amareggiato per la vicenda. Ha riferito del timore che un “comportamento indegno, illegittimo, immorale” di uno, possa oscurare “il lavoro incessante che compiono silenziosamente ogni giorno e ogni notte oltre centomila carabinieri, con professionalità, generosità, sacrificio, nelle oltre 4.600 Stazioni, nelle centinaia di nuclei radiomobili e operativi o investigativi, nei reparti speciali e mobili, nelle sedi e missioni all’estero, con risultati di crescente efficienza”. Un grave danno apportato all’Arma e al suo prestigio, quello scaturito dal comportamento dei due carabinieri.

Le indagini interne

Ora le indagini sul caso faranno il loro corso. Si apre però un filone d’indagine interno all’Arma stessa per chiarire alcuni punti ancora oscuri. Ad esempio il ruolo avuto degli altri militari intervenuti quella sera per sedare la rissa davanti la discoteca “Flo”. Sono stati interrogati ed hanno negato che le ragazze siano salite a bordo della macchina di servizio dei due carabinieri. Versione che dovrà essere verificata.

Alcuni precedenti

Solo tre mesi fa un’inchiesta della magistratura di Massa Carrara aveva portato all’arresto otto carabinieri in servizio in Lunigiana per violenze ed abusi nei confronti di stranieri e prostitute.

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