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Violenza e molestie sul lavoro: l’Italia ratifica la convenzione di Ginevra 2019

 

Le violenze e le molestie nel mondo del lavoro costituiscono un abuso e una violazione dei diritti umani e rappresentano una minaccia alle pari opportunità, pertanto sono inaccettabili e incompatibili con il lavoro dignitoso e vanno combattute e prevenute, mai tollerate. È questo uno dei principi cardine della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, adottata a Ginevra il 21 giugno 2019, che l’Italia ha ratificato con la legge 4 del 2021, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 26 gennaio.

Con la ratifica l’Italia si impegna ad adottare «un approccio inclusivo, integrato e incentrato sulla prospettiva di genere per la prevenzione e l’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro». Inoltre si impegna ad adottare leggi, regolamenti e politiche che garantiscano il diritto alla parità e alla non discriminazione in materia di impiego e professione.

Nuove norme dovranno richiedere ai datori di lavoro l’attivazione di misure di controllo e prevenzione, che dovranno essere attuate a partire dalla valutazione dei rischi e dall’informazione e formazione dei lavoratori. Nell’attuare la lotta alla violenza e alle molestie nel mondo del lavoro, l’Italia si impegna inoltre a rispettare, promuovere e attuare i principi e i diritti fondamentali sul lavoro, un impegno che include l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato o obbligatorio, l’abolizione del lavoro minorile e la promozione del lavoro dignitoso.

Violenze e molestie entrano nella gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Più nel concreto, ora l’Italia deve adottare leggi e regolamenti che richiedano ai datori di lavoro di prendere delle misure ad hoc per il controllo e la prevenzione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, comprese le violenze di genere. Soprattutto, l’argomento è destinato a diventare parte integrante della valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro e dell’informazione e formazione dei lavoratori.

La violenza e le molestie, insieme ai rischi psico-sociali correlati, dovranno essere incluse nella gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Più nel dettaglio, il legislatore dovrà prevedere che i datori di lavoro identifichino i pericoli e valutino i rischi relativi a violenze e molestie, con la partecipazione dei lavoratori e dei rispettivi rappresentanti, e l’adozione di misure per prevenirli e tenerli sotto controllo.

Inoltre, i pericoli e i rischi identificati di violenza e di molestie, le relative misure di prevenzione e di protezione e i diritti e le responsabilità dei lavoratori dovranno essere oggetto di informazione e formazione.

La normativa dovrà, ovviamente, prevedere anche sanzioni ad hoc.

Tra gli impegni, vi è anche un’altra azione importante: bisogna «garantire che gli ispettorati del lavoro e le altre autorità competenti, a seconda dei casi, siano abilitati a trattare la violenza e le molestie nel mondo del lavoro, in particolare ordinando l’adozione di misure immediatamente esecutive o l’interruzione dell’attività lavorativa nei casi di pericolo imminente per la vita, la salute o la sicurezza, fatti salvi i diritti di ricorso alle autorita’ giudiziarie o amministrative ai sensi di legge».