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Vigevano, a 13 anni vede morire i genitori. E i nonni sono anziani

 

In questo modo l’appuntato scelto della Guardia di Finanza ha posto fine alla vita della donna nei pochi metri che la separavano dal cancello della villa alla porta di casa. Successivamente l’uomo ha puntato la sua pistola d’ordinanza contro di sé ed ha premuto il grilletto. Un solo colpo sotto il mento, tanto è bastato a non lasciargli scampo. Si è trattato dunque di omicidio-suicidio. Tutto si è svolto nell’arco di alcuni minuti poco prima delle ore 23 dello scorso 1 maggio in via Ivrea, a Vigevano. Il movente della follia omicida dovrebbe essere legato ad una crisi familiare e soprattutto alla gelosia morbosa dell’ex compagno, scaturita da quando la donna aveva deciso di porre fine a quella relazione.Erika Cavalli, agente immobiliare, a breve avrebbe dovuto trasferirsi alla frazione Molino del Conte di Cassolnovo, mentre la tredicenne era collocata nella dimora del padre, ma quel giorno l’aveva trascorso con la madre che in serata l’aveva riportata a casa. Ed è lì che si è svolta la tragedia.

L’appuntato avrebbe colpito la donna con un grosso coltello da cucina in più punti del corpo con almeno dieci colpi. Per avere chiarezza su questo dato sarà necessario attendere gli esiti dell’autopsia. Inutili sarebbero stati i tentativi di Erika di scappare. La figlia della coppia ha quindi avvertito, disperata, alcuni conoscenti, i quali ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine. I poliziotti sono giunti sul posto alle 22.45 trovando entrambe le persone già morte. Il finanziere infatti, dopo aver ucciso la donna, si è immediatamente recato nel garage mettendo in atto l’ultima fase del proprio folle piano. Non ci sarebbero quindi dubbi sul fatto che si sia trattato dell’ennesimo caso di femminicidio, a pochi giorni dalla tragedia di Ragusa e per gli stessi motivi.

Nei prossimi giorni si tenterà di capire cosa abbia davvero visto e sentito la figlia in quei momenti. Dopo la tragedia la tredicenne è stata ospitata alcuni amici di famiglia, alla quale ilTribunale per i Minorenni di Milano potrebbe affidarla, vista l’età avanzara e il precario stato di salute dei nonni