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Via la Congestion Charge: aumentano i prezzi delle strisce blu

Dopo la paura che a Roma arrivasse la Congestion Charge come a Londra e Milano la giunta pentastellata fa marcia indietro con un’altra idea che fa infuriare i cittadini: l’aumento del costo delle strisce blu in centro e non solo.

Per i romani sembra non esserci pace. Dopo la minaccia dell’arrivo della Congestion Charge arriva il rincaro sul prezzo delle strisce blu nel centro della città. Ma come funzionerà? Arriveranno anche dei mezzi pubblici in più che permetteranno ai cittadini di lasciare in serenità la macchina in garage? Bella domanda. Vediamo un po’ da quando partirà il nuovo piano tariffario.

Come funziona adesso

Attualmente parcheggiare in centro sulle strisce blu costa 1,20€ all’ora. In totale, gli stalli a pagamento sono 75.850. Non solo, è possibile fare un abbonamento mensile del costo di 70€. Non certo regalato, considerando quante persone si recano a lavorare ogni giorno sia in centro che nelle zone limitrofe con mezzi propri. Ci sono infatti alcune zone della capitale che, solo con i mezzi pubblici, rimangono inaccessibili. Un esempio lampante è tutta la zona nord di Roma che è praticamente irraggiungibile con il trasporto pubblico. Prendiamo ad esempio il quartiere Parioli, dove la linea 360, che dovrebbe partire da piazza delle Muse e arrivare a piazza Zama, e passa raramente. Anche il tram, che sia 3 o 19, a volte è un vero e proprio miraggio.

Come funzionerà con le nuove tariffe

Con le nuove tariffe i prezzi delle strisce blu lieviteranno da 1,20€ all’ora a 3€. Non solo, non sarà più possibile effettuare un abbonamento mensile. Inoltre, i parcheggi a pagamento passeranno da 75.820 a 93.000, eliminando quasi totalmente i parcheggi gratuiti con le strisce bianche. Enrico Stèfano, presidente della commissione Mobilità della giunta 5 Stelle ha assicurato che non si tratta di misure per fare cassa, bensì di iniziative per diminuire il traffico privato e incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Una lodevole iniziativa che però ha un difetto alla base: i mezzi pubblici.

Non solo. Stèfano ci ha tenuto a specificare che: “La modifica della sosta tariffaria è una delle misure da mettere in campo per la riduzione della congestione stradale insieme alle azioni nel settore infrastrutturale come i nuovi autobus e le nuove metropolitane. Dobbiamo renderci conto che è fisicamente impossibile per tutti usare l’auto e fare quindi in modo che sempre più cittadini lascino l’auto per usare i mezzi pubblici. Le possibili novità potrebbero scattare da gennaio insieme al piano bus e alle nuove regole per la ztl.”

La divisione in 6 zone

In base al nuovo piano, Roma verrà divisa in 6 diverse zone. La zona 1 è quella del centro e della ztl, la zona 2 è quella dell’anello ferroviario. Nella zona 3 ci saranno la fascia verde che si estende dalla zona verde finno alla Togliatti. La zona 4, invece, comprenderà il Grande Raccordo Anulare e l’Eur. Nella zona 5 ci saranno le aree di confine fuori dal GRA. Infine, nella zona 6 ci saranno Ostia e Acilia. Parlando dell’aumento dei prezzi, in zona 1 le strisce blu arriveranno a 3€ da 1,20€. Entro le Mura Aureliane, invece, la tariffa sarà 2€ all’ora. Nella zona 2 il parcheggio costerà 1,50€ all’ora. Per quanto riguarda le zone 3, 4, 5 e 6 le strisce blu verranno introdotte per la prima volta. Dunque i parcheggi costeranno 1€ ogni ora. Non solo, le strisce bianche verranno completamente eliminate. La tariffa giornaliera da 4€ per 8 ore rimarrà solo nella zona 3. Questo significa che tutte le persone che lavorano nella zona 1 e 2 spenderanno il doppio, se non il triplo, per parcheggiare il proprio mezzo di trasporto.

Altre novità

Sarà applicata anche una tariffa agevolata nei pressi di strutture sanitarie. Ci saranno delle zona in cui verrà eliminata addirittura la tariffa agevolata per i residenti, data l’elevata congestione. Tra queste zone rientrano via Cola di Rienzo, via Appia nuova, viale Libia, viale Parioli, via Candia, viale Giulio Cesare, viale Trastevere, via Catania e viale Liegi. Ma la lista potrebbe allungarsi.

Il cuore del problema

In sostanza, ancora una volta si prova ad incentivare l’uso dei mezzi pubblici, senza pensare alla base della proposta. Appunto, i mezzi pubblici. Secondo il bilancio reso pubblico da Atac nel 2016, la flotta è composta da 1.920 autobus, 164 tram, 75 filobus e 102 treni per le linee metropolitane A, B/B1, C. Peccato che su 1920 autobus, quelli funzionanti siano 1.300. Considerando che Roma è una città di 2 869 322 abitanti, distribuiti su 2 869 322 km2 , emerge chiaramente un problema. Come si fa a voler incentivare l’uso di un servizio che, già adesso, risulta largamente inefficiente? Bella domanda. È lecito chiedersi dove abitino Stèfano e il resto della giunta 5 Stelle se nessuno si è mai accorto di tutti i problemi che hanno i mezzi pubblici a Roma.

Recenti inefficienze

Basti pensare al più recente: l’incendio sotterraneo a via Marsala. Per questo motivo, è stata bloccata la metro A nel tratto tra San Giovanni e Ottaviano, creando non pochi disagi agli utenti che sono stati costretti ad usare le navette sostitutive. Un paio di giorni fa, sulla linea B, ci sono stati problemi nella tratta Quintiliani Rebibbia. Anche lì sono state necessarie le navette. Da ieri il percorso del 3 è stato deviato per dei lavori in via Emanuele Filiberto. Ma oltre a questo si può anche parlare dei vari autobus che sono andati a fuoco durante l’estate. Non solo, ci sono alcune zone che non sono coperte dalla metro, ma solo da autobus che passano sporadicamente. Tutto ciò porta a scegliere l’unica alternativa sicura: i mezzi propri. Non si parla di zone periferiche, ma anche di zone residenziali che, con il tempo, stanno diventando sempre di più quartieri universitari. Un esempio lampante sono il quartiere Parioli a Roma nord. Grazie alla LUISS in viale Romania ci sono sempre più studenti universitari. Se non si possiedono mezzi propri, le opzioni sono tre: autobus 360, linea 3 o 19 del tram. Problema: il 360 non passa mai. Stesso discorso per il 3 o il 19.

Per quale motivo un cittadino dovrebbe essere obbligato a pagare per un servizio inefficiente quando può comodamente prendere la sua auto o il suo motorino? Il problema non sono i romani che disdegnano i mezzi pubblici, ma la totale inadeguatezza dei servizi. Invece di obbligare i cittadini ad usufruire di un servizio scadente, bisognerebbe partire proprio dai mezzi pubblici. Perché non provare a migliorare il servizio, invece di portare i romani all’esasperazione?

A cura di B.P.

 

 

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