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Vaccini, in Liguria 1800 bambini rischiano l’accesso all’asilo

 

Sono circa 1800 i bambini della scuola d’infanzia che potenzialmente, in Liguria, potrebbero vedersi negato l’accesso ad asili nido e scuole materne per violazione della Legge Lorenzin in materia di vaccini. Per quanto riguarda il numero degli inadempienti per la scuola dell’obbligo, si prevede un numero che si aggira addirittura attorno alle 20 mila unità.

L’allarme è scattato in previsione della partenza dell’anno scolastico, prevista lunedì. Secondo le stime dell’azienda sanitaria ligure Alisa, da una media di 6 mila bambini liguri del 2017 – anno di entrata in vigore della legge Lorenzin – per le tre classi di nascita 2012, 2013 e 2014 – si è passati a circa 1800 bambini nati nel triennio successivo che nel 2019 non hanno ancora effettuato la prima dose di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia.

Questa inadempienza potrebbe dunque precludere loro, da subito, l’accesso alle scuole, a meno che nel frattempo non venga intrapreso un percorso di recupero e di regolarizzazione. I vaccini obbligatori, secondo la norma in vigore, sono dieci e vanno da quello contro il morbillo a quello per scongiurare la varicella.

Sulle sanzioni si è espressa così Sonia Viale, assessore regionale alla sanità: “In Liguria abbiamo raggiunto gli obiettivi di salute pubblica grazie a un lavoro importante di prevenzione e accompagnamento delle famiglie con la cosiddetta ‘via ligure’. In merito all’attuazione della legge nella parte relativa alle sanzioni, ho scritto ai miei colleghi della commissione sanità della Conferenza delle Regioni per evidenziare la necessità di eliminare la parte sanzionatoria. La norma infatti prevede una sanzione per ciascun vaccino non effettuato, con un meccanismo cumulativo: dal momento che abbiamo raggiunto gli obiettivi di salute pubblica, ritengo si tratti di una vessazione inopportuna e ingiusta nei confronti delle famiglie, tanto più che non è stato certo lo spauracchio delle sanzioni a portare risultati”.

Viale ha espresso dubbi anche sulla procedura: “La norma – spiega – prevede che le Regioni siano esattori per conto dello stato nei confronti delle famiglie: le Asl dovrebbero elevare la sanzione senza però poter sapere chi pagherà e chi no. Le risorse infatti vengono versate allo Stato che tuttavia ne destinerebbe solo una minima parte alla prevenzione, unico strumento efficace – conclude Viale – in una materia delicata e importante come quella dei vaccini”.

CERTIFICATI FALSI IN VENETO – Continuano i controlli dei Carabinieri del Nas di Treviso, impegnati in un’opera di monitoraggio per garantire il rispetto degli obblighi vaccinali tra i bambini degli istituti scolastici della provincia di Belluno. Gli accertamenti dei militari dell’Arma hanno permesso di individuare oltre 60 false attestazioni, che hanno comportato altrettante segnalazioni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno. Sotto il profilo penale gli indagati, accusati del reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, rischiano fino a due anni di reclusione. Le indagini vengono effettuate confrontando le autocertificazioni che i genitori presentano alle scuole per attestare le avvenute vaccinazioni, con i dati presenti negli archivi dell’azienda sanitaria.