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Uomo di 46 anni confessa un delitto fatto 5 anni prima: trovate le ossa della vittima

Ha varcato la porta della caserma e ha chiesto di parlare con qualcuno dei carabinieri della stazione Falde per confessare un delitto compiuto nel 2015, quello di una 33enne poi gettata in un dirupo. I resti di una donna sono stati trovati dai vigili del fuoco a Monte Pellegrino, nel punto indicato da Damiano Torrente, un uomo di 46 anni che vive all’Acquasanta e che si trova in stato di fermo con l’accusa di omicidio.

Tra le ossa recuperate dalle squadre del 115 in un dirupo c’era anche un teschio, sequestrato per gli accertamenti medico-legali e affidato insieme agli altri resti agli specialisti del Ris dei carabinieri per le analisi. Secondo il racconto di Torrente si tratterebbe di una donna di nazionalità romena sua conoscente, sparita nel nulla all’età di 32 anni dalla zona di Alcamo e della quale qualcuno avrebbe segnalato l’allontanamento.

Sembrerebbe che il 46enne, di professione pescatore, abbia confessato di avere ucciso la donna strangolandola, chiudendo poi il corpo in un sacco prima di gettarlo. Tanti gli aspetti da chiarire sulla vicenda, a partire dal movente di quello che sarebbe un omicidio scoperto a 5 anni di distanza. Dal racconto dell’uomo i due avrebbero avuto un legame passionale non meglio precisato. A coordinare le indagini dei carabinieri della compagnia San Lorenzo il sostituto procuratore Felice De Benedittis.