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lunedì 8 Agosto 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Ucraina: Putin lancia l’attacco a Kiev, guerra nel cuore dell’europa

 

Kiev è stata colpita stamani con missili balistici o da crociera: lo riferisce la Cnn citando Anton Gerashchenko, consigliere del capo del ministro degli Affari interni.

L’equipe della Cnn sul posto ha sentito due forti esplosioni nel centro della capitale e una terza forte esplosione a distanza.

Le forze ucraine potrebbero aver abbattuto un missile o un aereo russo sulla capitale Kiev, secondo fonti della Ukrainska Pravda. Sarebbe questa la fonte delle forti esplosioni udite poco fa nel centro della città.
Intorno alle 4.30 ora locale (le 3.30 in Italia) i residenti nell’area di Osokorki hanno sentito due potenti esplosioni. “Gli attacchi a Kiev con missili da crociera o balistici stanno continuando”, ha scritto su Telegram Anton Gerashchenko, consigliere del ministro dell’Interno. Rottami sarebbero caduti su una casa, dove è scoppiato un incendio.

Le forze russe “hanno già perso circa 800 uomini”, secondo il ministero della Difesa ucraino. “Le perdite per la Russia includono anche sette aerei, sei elicotteri, 130 veicoli corazzati da combattimento e oltre 30 carri armati”, ha aggiunto il dicastero citato dal sito di notizie ucraino Kyiv Independent.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che dall’inizio dell’invasione russa 137 militari ucraini sono stati uccisi e 316 sono rimasti feriti. “Purtroppo, secondo le stime preliminari oggi abbiamo perso 137 nostri eroi, inclusi 10 ufficiali; 316 sono rimasti feriti”, ha detto Zelensky sul suo canale Telegram.
Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev, ma io resto qui‘, ha quindi annunciato, secondo quanto riporta il Kyiv Independent, il presidente ucraino. Zelensky ha spiegato che resterà a Kiev e che anche la sua famiglia non lascerà l’Ucraina. “Anche se la Russia – ha aggiunto – mi ha identificato come obiettivo numero uno e i miei familiari come obiettivo numero due”. “Il destino del Paese – ha concluso – dipende dai nostri soldati e dal nostro popolo”.
L’Ucraina “è stata lasciata sola” a combattere la Russia, afferma Zelensky chiedendosi polemicamente: “Chi è pronto a combattere con noi? Non vedo nessuno. Chi è pronto a dare all’Ucraina una garanzia di adesione alla Nato? Tutti hanno paura”, ha detto in un video pubblicato sul sito della presidenza ucraina.

Gli Usa sono pronti ad accettare profughi ucraini che fuggono dall’Ucraina: lo ha detto Jen Psaki. La portavoce della Casa Bianca ha aggiunto che le truppe americane aiuteranno i Paesi europei a trasportare i rifugiati.
La Casa Bianca ha espresso sdegno alle “notizie credibili” da fonti ucraine che lo staff della centrale nucleare di Chernobyl è stato preso in ostaggio da truppe russe, come ha scritto su Fb Alyona Shevtsova, consigliera del comando delle forze terrestri ucraine. “Condanniamo e chiediamo il loro immediato rilascio”, ha detto la portavoce Jen Psaki, aggiungendo che il loro sequestro potrebbe ostacolare gli sforzi per gestire l’impianto.

Gli Usa, insieme all’Albania, hanno chiesto il voto oggi in Consiglio di Sicurezza Onu sulla bozza di risoluzione che condanna l’aggressione della Russia e la violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina.
Lo confermano fonti diplomatiche precisando che si terrà alle 15 ora locale, le 21 italiane. Il testo è destinato al fallimento perchè Mosca userà il suo diritto di veto in Consiglio per bloccarlo, ma Washington punta ad ottenere la più ampia maggioranza possibile e poi portare la risoluzione nei prossimi giorni in Assemblea Generale.

Quando Vladimir Putin annuncia l’invasione, a Kiev mancano pochi minuti alle cinque del mattino. L’ora più buia dell’Ucraina inizia con poche frasi preparate da giorni, che cancellano settimane di promesse del Cremlino e appelli del mondo intero: le forze della Russia, annuncia il suo leader, varcano le frontiere per compiere “un’operazione militare speciale” e “smilitarizzare” il Paese.

Kiev si prepara a difendersi da un imminente attacco delle forze russe e diecimila fucili automatici sarebbero stati distribuiti nelle ultime ore ai civili della capitale. Lo riportano fonti del ministero degli interni ucraino citate da alcuni media internazionali.

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha firmato il decreto per la mobilitazione generale in Ucraina. La decisione risponde ai molteplici attacchi dell’esercito russo intrapresi nel Paese. La dogana ucraina aveva già annunciato prima della pubblicazione del decreto di mobilitazione generale che gli uomini ucraini di età compresa tra i 18 e i 60 anni non potevano più lasciare l’Ucraina.

 

Le prime unità dei quasi duecentomila soldati che assediavano i confini entrano da tutti i fronti – le zone controllate dai separatisti del Donbass a est, la Crimea occupata a sud, la Bielorussia a nord – e in poche ore piombano con i parà alle porte di Kiev, prendendo il controllo dell’aeroporto militare di Hostomel, a una quarantina di chilometri dalla capitale. Che, avverte l’intelligence americana, potrebbe cadere “in poche ore”. In mani russe finisce subito anche l’area della centrale di Chernobyl, al confine bielorusso. Immediata e pressoché unanime giunge la condanna del mondo, con l’eccezione pesante della Cina, insieme a una nuova raffica di “durissime sanzioni”.

 

E il fronte orientale della Nato, che verrà ulteriormente rafforzato, entra in stato di massima allerta, chiedendo “consultazioni urgenti ai sensi dell’articolo 4”. Così comincia la guerra di Putin alle porte dell’Europa. “Una nuova cortina di ferro è calata con il mondo civilizzato”, scandisce il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che si impegna e invita a resistere, anche se Londra si dice già pronta a ospitare il suo governo in esilio.

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L’Ucraina sembra però sull’orlo della capitolazione: porti e aeroporti sono chiusi, a Kiev le sirene d’allarme suonano a più riprese, le metropolitana funge ormai da bunker antiaereo. La minaccia sulla capitale è drammatica: con la notte cala il coprifuoco, gli appelli a cercare rifugi sicuri assumono toni sempre più allarmati. La grande fuga dei residenti era già iniziata all’alba, con ingorghi chilometrici verso ovest. “Tutti gli Stati frontalieri hanno dei piani per accogliere immediatamente i rifugiati dell’Ucraina”, ha rassicurato la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen.

Joe Biden raduna l’Occidente al summit del G7 e annuncia la decisione comune di punire “l’ingiustificato attacco all’Ucraina” da parte di Mosca con un “devastante pacchetto di sanzioni ed altre misure economiche”. Poi dalla Casa Bianca parla per oltre mezzora in diretta tv alla nazione e illustra la dura risposta americana: sanzioni ad altre quattro banche statali russe (per un valore di mille miliardi di dollari), tra cui il colosso Vtb, e dimezzamento dell’export di materiale tecnologico alla Russia. Nel mirino Usa anche 24 tra persone e organizzazioni bielorusse per il sostegno dato all’invasione russa. Il presidente americano non sfodera però le armi più temute, pur lasciandole ancora “sul tavolo”: le sanzioni personali contro lo ‘zar’ e l’esclusione di Mosca dal circuito Swift delle transazioni internazionali, su cui non tutti gli alleati europei sembrano d’accordo. Quindi lancia un attacco forse senza precedenti al leader del Cremlino, con cui non ha intenzione di parlare evocando la “completa rottura ora nelle relazioni fra Stati Uniti e Russia”: Putin “ha respinto ogni offerta di dialogo. Putin è l’aggressore, Putin ha scelto questa guerra premeditata da mesi” con “ambizioni che vanno oltre l’Ucraina per ristabilire l’Unione sovietica” e “ora lui e il suo paese ne pagheranno le conseguenze”, ha accusato il commander in chief, convinto che il leader russo “diventera’ un paria sulla scena internazionale”. Biden ha inoltre promesso di difendere “ogni centimetro del territorio Nato”, mentre il Pentagono annunciava l’invio di ulteriori 7000 soldati in Germania.

Per l’esercito di Putin il primo giorno dell’attacco è stato “un successo”. Mosca afferma di aver distrutto 83 obiettivi militari, incluse 11 piste d’atterraggio, una base navale e tre centri di comando. Forti esplosioni e scontri si susseguono a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e Kiev. Missili piovono anche dalla Bielorussia, dove però il presidente Alexander Lukashenko giura che al momento le sue truppe non partecipano all’invasione. E dalle autoproclamate repubbliche separatiste del Donbass di Lugansk e Donetsk, da cui tutto è partito, i miliziani sfondano verso Mariupol. Un assedio apparentemente senza scampo. Le vittime si contano a decine, tra civili e militari.

 

Secondo Kiev, sono almeno 57. Il comando militare denuncia anche il bombardamento di un ospedale nella regione di Donetsk, con almeno 4 vittime e 10 feriti, tra cui 6 medici. Oltre 200 attacchi in dodici ore disseminati in tutto il Paese, più di cento missili sparati secondo il Pentagono. L’esercito ucraino rivendica l’abbattimento di alcuni aerei ed elicotteri nemici e l’uccisione di “50 occupanti”, ma la sproporzione di forze appare drammatica. Dopo aver mobilitato i riservisti, Kiev impone la legge marziale, chiama i civili alle armi e fa appello alla donazione di sangue per i soldati feriti. Una difesa strenua, ma disperata. L’intelligence occidentale riconosce la “totale superiorità aerea” su Kiev. “Ci aspettiamo diverse fasi nell’attacco”, prevede il Pentagono. Siamo insomma solo all’inizio, a meno di una resa, perché, avverte l’amministrazione Usa, l’offensiva mira a “decapitare” il governo di Kiev. Un obiettivo del resto esplicitamente dichiarato dal Cremlino, che afferma di voler così “denazificare” il Paese. La risposta dell’Occidente a questo “atto brutale di guerra”, come lo definisce il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, è tutta in una sfilza di sanzioni definite “senza precedenti” per colpire la crescita economica e la capacità della Russia di modernizzare i propri armamenti.

Misure pesanti sono annunciate da Usa e Ue, mentre il premier britannico Boris Johnson, “inorridito” per la scelta “del bagno di sangue” del “dittatore” Putin, ha bruciato le tappe, bandendo dalla City tutte le banche russe e bloccando i voli della principale compagnia aerea russa, Aeroflot, oltre a sanzionare altri 100 fra individui, entità e società, con oligarchi tra cui l’ex genero di Putin, Kirill Shamalov. Misure che per l’Occidente potrebbero affossare l’economia di Mosca, dopo il crollo record della Borsa. “E’ il momento più triste del mio mandato da segretario generale Onu“, dice sconsolato Antonio Guterres, facendo un disperato appello al Cremlino “nel nome dell’umanità”. Ma Putin ha già deciso di non ascoltarlo. “Chiunque tenti di crearci ostacoli e interferire – ha minacciato – sappia che la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima. Siamo pronti a tutto”.

Putin ha avuto una conversazione telefonica con Emmanuel Macron. Lo riferisce il Cremlino, citato dalla Tass, secondo cui il presidente russo ha fornito all’omologo francese “chiarimenti dettagliati sulle
ragioni e le circostanze della sua decisione di condurre un’operazione militare speciale” in Ucraina.