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Tria: “Tassare di più i consumi per sgravare i redditi”

Il ministro Tira propone di tassare di più i consumi per sgravare i redditi, ma non è un’idea nuova.

L’economia italiana sembra sempre essere in bilico e, per questo motivo, il ministro Tria, deve correre ai ripari. Per sistemare la situazione, questa volta ha proposto di tassare di più i consumi per sgravare i redditi.

Un’idea non del tutto originale. La Commissione Europea sono anni che vuole far spostare il prelievo dei redditi ai consumi e agli immobili.

Non solo, anni fa, Giulio Tremonti aveva già proposto questa ipotesi per rendere il fisco meno distorsivo. Anche se non si tratta di una soluzione originale, rimane un punto fondamentale: il fisco italiano ha bisogno di una riforma.

Attualmente non si vuole procedere con cambiamenti drastici, ma con una rimodulazione di ciò che è già presente.

Generalmente, assumendo che le tasse siano “un male necessario” per far funzionare il sistema, si implica che ogni cittadino debba contribuire nella misura in cui gli è possibile.

In questo modo, l’individuo ottiene più vantaggi nel vivere in gruppo, perché riceve più benefici. Da ogni imposta deriva un cambiamento del comportamento degli individui. Per questo motivo, non esistono imposte neutrali.

La tassazione, all’interno di un sistema, può creare una distorsione. Per ridurre questa distorsione al minimo, alcuni ritengono che si dovrebbe adottare la flat tax, che colpirebbe proporzionalmente tutti i redditi allo stesso modo.

L’ipotesi di Tria, ovvero quella di tassare di più i consumi per sgravare i redditi, presenta alcuni problemi. Primo fra tutti, il voler rimodulare il sistema fiscale italiano, minimizzando spesa e prelievo senza arrecare danni ai cittadini.

Nel caso specifico converrebbe agire in modo più drastico riscrivendo le regole, riconsiderando le accise e gli oneri sull’energia e i carburanti, le lump sum tax esistenti. Si tratta di aspetti estremamente onerosi per i cittadini.

Le lump sum tax, ovvero le imposte a quota fissa come il canone RAI, in mancanza di reddito, vanno a ridurre il risparmio e il capitale, impoverendo i contribuenti.

Un aspetto tutt’altro secondario che, quando si considerano riforme economiche, non viene sufficientemente tenuto in considerazione.