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Tragedia di Corinaldo, avvocato vittime: “Presenteremo esposto entro fine gennaio”

L’esposto presentato dal Comitato Giustizia per le vittime della ‘Lanterna Azzurra’ si concentrerà su: responsabilità della gestione, rapporti tra gestori e manager di Sfera Ebbasta, la regolarità delle autorizzazioni

A un mese dalla tragedia di Corinaldo (Ancona), dove nella calca della discoteca “Lanterna Azzurra” sono morti una mamma e cinque minorenni, torna a parlare Corrado Canafoglia, legale del Comitato Giustizia per le vittime della ‘Lanterna Azzurra’. In un’intervista esclusiva all’agenzia di stampa Adnkronos, l’avvocato annuncia di aver pronto l’esposto alla procura di Ancona che verrà depositato «entro fine gennaio», definendolo come «nostro contributo all’accertamento della verità». In questi giorni ci saranno incontri con alcuni dei genitori di ragazzi presenti nel club la notte della strage per affinare gli ultimi dettagli dell’esposto.

Il Comitato riunisce molti genitori di giovani rimasti feriti

Il legale spiega alcuni aspetti che saranno messi in risalto nell’esposto: «In primo luogo, la responsabilità della gestione: quante persone c’erano all’interno di quella discoteca al momento del disastro? Cosa hanno fatto i gestori e gli addetti al servizio di sicurezza cioè è stato attuato un piano di evacuazione, che doveva esserci? Le luci erano accese, i buttafuori hanno indirizzato i ragazzi verso certe vie di uscita oppure no? Erano aperte tutte le uscite di sicurezza o alcune erano chiuse? I buttafuori hanno aiutato i ragazzi ad uscire?» «Noi poniamo l’attenzione – osserva ancora il legale – sul fatto che ci stavano circa 40 adulti tra staff, gestori, addetti alla sicurezza: cosa hanno fatto nell’immediatezza dei fatti e subito dopo? Hanno soccorso i ragazzi?».

Altro aspetto su cui l’esposto si concentrerà è quello dei «rapporti tra gestori della discoteca e organizzazione di Sfera Ebbasta ossia – precisa Canafoglia – se l’organizzazione di Sfera Ebbasta fosse a conoscenza che la discoteca aveva una capienza di 400 persone. Occorre inoltre comprendere se «le forze dell’ordine avessero avuto, anche informalmente, notizia di questo evento e se il locale fosse in regole con le autorizzazioni, anche per verificare se l’uscita di sicurezza che portava alla balaustra crollata fosse regolare».

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