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Torna a Trieste il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia

La tre-giorni di Trieste, cuore del Festival, abbraccia eventi di alto valore scientifico, artistico e culturale.

Venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 novembre al Museo Revoltella e all’Università di Trieste si terrà il primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia. E’ una vera “maratona” di tre giorni intensi e di alto valore scientifico e artistico, quella che per il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia inizia venerdì 8 novembre a Trieste nell’Edificio H3 dell’Università degli Studi (via Valerio 12/2): la mattina (dalle 9 alle 14) l’Unità di Psicologia del Dipartimento di Scienze della Vita ha organizzato l’annuale “Trieste Symposium on Perception and Cognition”, dedicato alla percezione con studiosi italiani e stranieri.

Alle 15 il Festival si è spostato all’Auditorium del Museo Revoltella con la cerimonia d’inaugurazione della tre giorni e la Presentazione (a cura del prof. Walter Gerbino, Università di Trieste) della Kanizsa Lecture che quest’anno, oltre che al celebre fondatore della scuola triestina di Psicologia Sperimentale, fa riferimento anche al grande Leonardo. Ed è alle 16 che inizia, appunto, la Kanizsa Lecture, a cura di Roberto Casati (CNRS, direttore Istitut Nicod, Parigi) dal titolo “The visual world of shadows”, dedicata alle ombre, tema molto caro a Leonardo.

Tra le 18 e le 19.30 l’attenzione si sposta ancora sulla mostra «Il pittore deve studiare con regola» per lasciar spazio, alle 21, allo spettacolo multimediale “Il teatro dell’Arte. Leonardo da Vinci: la scienza della vita” a cura del celebre critico d’arte Giancarlo Bonomo. Si tratta di uno spettacolo culturale a soggetto storico-artistico che, esaltando alcune delle più celebri opere del Vinci, combina la tradizionale fruizione delle opere pittoriche con altre forme espressive, quali il teatro, la musica dal vivo, la poesia. L’idea è di trovare una divulgazione più completa, condotta sul filo di una fluida e sintetica narrazione dei soggetti figurativi, collegando percorsi artistici ed umani.

Sabato 9 novembre il Festival continua nell’Aula magna della Scuola Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste (via Filzi 14): a partire dalle 9.30 sono cinque gli interventi che raccontano i temi legati all’eccentricità, al mistero che da sempre circondano Leonardo, la sua immensa creatività e il suo genio scientifico. Questi aspetti della figura di Leonardo serviranno da cornice per parlare di linguaggio, scrittura e apprendimento matematico in una prospettiva psicologica. Una pausa accattivante, sempre di sapore storico-scientifico, è quella delle 12.30, dedicata a “Leonardo, ingegno di vino”: a partire dalle 12 Roberto Miravalle dell’Università di Milano spiega come sia stato riprodotto e fatto rinascere, a Milano, il vino che era stato di Leonardo. Al termine dell’incontro viene offerta una degustazione proprio di quel “Vino di Leonardo”, Malvasia di Candia Aromatica dei Colli Piacentini prodotto dal Consorzio Vini DOC Colli Piacentini.

Le attività riprendono alle 15 nella stessa location, con gli interventi (ben otto) dedicati al talento, alla fantasia, al gioco e all’espressione artistica per culminare alle 18.15 con la Lectio Magistralis di Maurizio Ferraris (Università di Torino) che rifletterà sul tema dell’intelligenza umana. Alle 20.30 (a cura di Progetto Musica) tocca al concerto di Chiara Bleve, talentuosa pianista di soli dodici anni, che porta nuovamente in evidenza le dinamiche e i pregi dei geni precoci. In programma brani di Chopin, Beethoven, Ravel, Albéniz.

La giornata conclusiva del Festival è domenica 10 novembre: all’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste (via Diaz 27) dalle 10 del mattino sette relatori si impegnano con i loro interventi su “Psicologia e contesti di vita personale” (dalle abitudini alimentari allo sport, dalla fertilità al contesto giuridico). Dopo un breve intervento di Walter Gerbino, alle 12.30 va in scena “Il sogno di Leonardo”, spettacolo teatrale a cura del Teatro degli Asinelli di Trieste per la regia di Margot De Palo. La piéce racconta di un tempo e uno spazio immaginari dove le grandi menti possono sfiorarsi, che accoglie l’incontro di Leonardo con Sigmund Freud. Una cornice onirica sfuggente porta alla luce la vita di Leonardo e tante riflessioni. Alle 13.30 una breve cerimonia chiude il Primo Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia. Nel corso delle tre giornate triestine rimane sempre visitabile la mostra “Il pittore deve studiare con regola”.