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Torino: la polizia carica sui No Tav

 

Tensioni a Torino durante il corteo del Primo Maggio. La polizia ha bloccato, con unacarica e manganellate, un gruppo di No Tav che da piazza Vittorio stava cercando di raggiungere la testa del corteo. La manifestazione, che vede in testa istituzioni, sindacati e Anpi, ha vissuto momenti di tensione alta in coda, tra il furgone con le bandiere Pd e lo spezzone del movimento No Tav, con insulti e spintoni e accuse dal movimento: “Ci hanno preso a cinghiate, pugni e bastonate. Il Pd ha assoldato i picchiatori”. Decine di No Tav hanno gridato “Fuori il Pd dal corteo!”. “È lo spezzone del Pd o della polizia? Forse qualcuno ha pensato che non si possa sfilare al primo maggio. Togliete la polizia di qui”, ha detto, prima che il corteo partisse, lo speaker dello spezzone No Tav. “Vogliamo arrivare anche noi fino in fondo, in piazza San Carlo – per portare alla città le nostre idee di un movimento che è molto piu moderno di quanto lo vogliano far passare”, ha aggiunto. Come riporta un aggiornamento su Torino Today, in via Roma, angolo via Bertola, si è verificata una nuova raffica di scontri, con la polizia che ha fatto indietreggiare i No Tav, il tutto mentre è già iniziato il comizio in piazza San Carlo.

La sindaca Chiara Appendino aveva lanciato un appello per un corteo “pacifico“. Quanto alla presenza in piazza del tema Tav, Appendino ha detto che “non bisogna farlo diventare un corteo sì Tav o no Tav, non è questo il tema di oggi. Ma il lavoro e dobbiamo ricordarci quanto sia doveroso per ciascuno di noi lavorare per la dignità del lavoro”. “La grande sfida del lavoro – ha aggiunto su Ansa – la vinci se ciascuno fa la sua parte. Lavoro che è dignità, è la strada per avere soddisfazioni economiche, sociali personali e bisogna lavorare tutti insieme per questo diritto”. Secondo il segretario della Cisl Domenico Lo Bianco, “il Primo Maggio è l’occasione per riflettere sul lavoro che manca, che cambia, sulla precarietà, e su come dare voce alla nostra piattaforma per favorire crescita, sviluppo e creare buona occupazione”. Anche per la segretaria della Cgil Enrica Valfrè oggi “è la festa delle persone che lavorano, che cercano un lavoro, dei pensionati. In una città come Torino, è un momento importante per ribadire che il lavoro è centrale per lo sviluppo della città, del Paese e dell’Europa. Un giorno di festa ma anche di lotta per mettere insieme le richieste di ciascuno e farle diventare un’unica grande richiesta di tutti perché il lavoro torni a essere centrale, un lavoro con diritti che metta al centro la persona e il suo bisogno di dignità e libertà”. “Oggi bisogna essere in piazza – ha evidenziato il segretario della Uil Gianni Cortese – per ribadire il valore lavoro per la vita delle persone, per chi c’è l’ha, chi non ce l’ha, per chi ha un lavoro precario. Torino è una città – ha concluso ripreso da Ansa – in cui bisogna trovare le risposte sia per i giovani, sia per gli anziani che vedono grosse difficoltà a usufruire dei servizi sociali e sanitari e bisogna sfruttare il riconoscimento di area di crisi complessa per cercare di dare nuovo impulso a manifattura, automotive e aerospazio”.