Tokyo 2020: il coronavirus ha fermato anche i Giochi Olimpici

La salute degli atleti – e non solo – viene prima di tutto. In piena emergenza coronavirus, si é attesa la decisione condivisa del Cio e del Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Una scelta storica, perché si tratta della prima volta in assoluto in cui la kermesse dei cinque cerchi subisce uno slittamento.

Il coronavirus ha fermato lo sport mondiale, e da pochi giorni ha anche spento la fiamma olimpica.

Mentre il mondo era ancora in attesa di conoscere il destino della XXXII Olimpiade, la fiaccola aveva raggiunto il Giappone a bordo di un Boeing 787 Dreamliner della compagnia nipponica Jal. Lo scenario a cui tutti gli amanti dello sport sapevano di essere vicini, tuttavia, era quello di uno storico rinvio dei Giochi (cancellati tre volte in passato per motivi bellici).

Nel mondo, al 23 marzo, si sono purtroppo superati ben 340mila casi di contagio da Covid-19. Una cifra importante, che ha via via generato una corsa globale all’isolamento. Oltre all’Italia e alla Cina, altri Paesi come la Francia, l’Argentina, l’Iraq, lo stato di New York e quello della California, la Grecia e il Regno Unito hanno chiuso quasi tutto per fronteggiare l’emergenza e ridurre il numero dei contagi. Di fronte al progressivo aggravamento della situazione sanitaria a livello mondiale, anche lo sport non ha potuto fare altro che fermarsi. Tanto in Europa quanto Oltreoceano, sono stati sospesi quasi tutti gli eventi sportivi, a ogni livello.

Emergenza coronavirus: gli effetti dello stop mondiale allo sport

Si è trattato, in molti casi, di decisioni difficili ma improrogabili, che fin da subito hanno messo in luce i primi effetti collaterali.

Si pensi al caso delle agenzie e dei siti di scommesse sportive, che si sono trovati di punto in bianco nella situazione di dover fronteggiare il quasi totale azzeramento delle manifestazioni con cui generare e mettere in moto il proprio business. Mentre in Italia, ad andar bene, di sicuro non si tornerà a scommettere prima del 3 aprile, Champions League e Europa League sono state rinviate a data da destinarsi, così come le partite di Premier League, Bundesliga, Liga spagnola e Ligue francese.

Stessa sorte è toccata ai campionati di Formula 1 e motociclismo, alla NBA e alla Champions League Centroamericana. E non solo, perché numerosi tornei di qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020, prima della decisione di rinviare i Giochi, avevano subito rimaneggiamenti, bloccando in pratica a una parte degli atleti il percorso di accesso alla kermesse a cinque cerchi

La sospensione delle qualificazioni olimpiche di sport come boxe, basket, ginnastica e altre discipline aveva infatti gettato nel caos le delegazioni nazionali che ancora non avevano completato i loro roster.

Erano tanti i quesiti che affollavano la testa di sportivi e appassionati prima che il comitato prendesse la decisione ufficiale di fa slittare le Olimpiadi al 2021. Per alcune discipline come il nuoto o l’atletica, per esempio, non era da escludersi che fossero le federazioni a decidere quali atleti inviare ai Giochi in base ai tempi fatti registrare durante la stagione. In altri casi, invece, si sarebbe potuto addirittura pensare di ampliare il numero dei partecipanti, in modo da non penalizzare coloro che si erano allenati per raggiungere il picco di forma proprio nel periodo primaverile.

Niente, insomma, sembrava essere da escludere, prima che il Cio e il Comitato organizzatore rendessero ufficiale il rinvio.

Tokyo 2020: rinvio in via ufficiale al 2021

Nonostante le iniziali reticenze, anche il premier giapponese Shinzo Abe si era infine mostrato aperto all’ipotesi di spostare i Giochi di Tokyo, così come il presidente del Cio Thomas Bach.

Ma c’erano alternative?

Gli scenari alternativi presi in considerazione per preservare la salute di atleti, pubblico e addetti ai lavori sarebbero stati tre (dando per certa l’esclusione della cancellazione). Una prima possibilità sarebbe stata quella di rimandare l’appuntamento olimpico a ottobre 2020. Nella seconda opzione, quella per cui si é poi optato, la kermesse sarebbe invece slittata all’estate del 2021. Come terza ipotesi le Olimpiadi sarebbero potute essere spostate di addirittura 2 anni, e quindi all’agosto 2022.

Per la prima volta in tempi di pace, il Cio si é trovato nella complessa situazione di decidere in merito al destino di un’edizione dei giochi olimpici. La guerra, questa volta, vede tutta l’umanità unita contro un nemico insidioso e invisibile. Ma non per questo imbattibile.