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Termini Imerese, voto di scambio: 96 indagati tra assessori e sindaci

20100118-POL - MILANO - INCHIESTA MEDIASET: PREMIER,NON CI SARO', AVANTI SENZA DI ME - I verbali dell'udienza nel processo sui diritti tv Mediaset, per i diritti televisivi, oggi 18 gennaio 2010, al tribunale di Milano. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto avere ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano, davanti ai quali è in corso il processo per i diritti tv, una comunicazione in cui spiega di rinunciare espressamente alla sua presenza in aula stamani e che, quindi, l'udienza può procedere anche in sua assenza. Uno dei difensori di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha chiesto il termine per valutare l'eventualità di ricorso al rito abbreviato nel processo. ANSA / MILO SCIAKY / DBA

Tra gli indagati anche Totò Cuffaro e Toto Cordaro

PALERMO – Termini Imerese è finita nell’occhio del ciclone a seguito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica su un presunto sistema diffuso di scambio di voti, favoritismi e promesse di posti di lavoro atta a condizionare due competizioni elettorali: le regionali del 2017 e le comunali dello stesso anno.

Ieri sono stati emessi 96 avvisi di conclusione indagini, un atto che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio per assessori regionali, deputati, sindaci e amministratori comunali, di tutti gli schieramenti politici.

Nell’inchiesta figura coinvolto anche l’ex presidente della Regione Toto’ Cuffaro.

L’ex governatore è stato scarcerato nel dicembre del 2015 dopo avere scontato una condanna a sette anni per favoreggiamento alla mafia. Con lui sono indagati anche l’assessore regionale territorio, Toto Cordaro; il capogruppo all’assemblea regionale di “Diventera’ Bellisima” (lista che fa capo all’attuale Governatore Nello Musumeci) Alessandro Arico‘; gli ex coordinatori della Lega in Sicilia Alessandro Pagano e Angelo Attaguile; il candidato (non eletto) del Pd alle regionali, Giuseppe Ferrarello; il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, sostenuto da uno schieramento di centro destra. Tra gli indagati anche Loredana Bellavia, che quando il caso è esploso si è dimessa da assessore comunale.

Il casus belli: Mario Caputo detto “Salvinio”

L’indagine, condotta dal pm Annadomenica Gallucci, è stata avviata due anni fa sull’onda delle polemiche suscitate dalla candidatura nella lista della Lega di Mario Caputo, fratello dell’ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale Salvino che non poteva essere candidato per una condanna per abuso d’ufficio. Al suo posto era stato presentato il fratello ma nella promozione elettorale sarebbe stato utilizzato un espediente: il nome di Mario Caputo era accompagnato dalla specificazione “detto Salvino” che avrebbe, secondo la Procura, indotto gli elettori a confondere l’identita’ del candidato scambiandolo per il vero Salvino Caputo. Di questa presunta manipolazione della volonta’ degli elettori rispondono sia i fratelli Caputo sia gli ex coordinatori della Lega in Sicilia, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile.

Attorno alle due elezioni sarebbe stato poi organizzato un rodato sistema di scambi e di promesse.

Per avere i voti i candidati e i loro promoter promettevano posti di lavoro, promozioni agli esami di maturità, ammissioni ai test di facoltà a numero chiuso. In questo scambio sarebbero coinvolti esponenti di schieramenti diversi come Filippo Maria Tripoli della lista “Popolari e autonomisti”, sostenuto da Toto’ Cuffaro, e Giuseppe Ferrarello, ex sindaco di Gangi, candidato nella lista del Pd.

L’indagine ha casualmente accertato altre irregolarità che coinvolgono il sindaco di Termini Imerese, indagato per uso improprio di mezzi dell’autoparco comunale, e alcuni dipendenti comunali coinvolti in casi di assenteismo.