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Strage Corinaldo, periti: “Nella discoteca uscite difformi e balaustre inidonee”

Numerose le irregolarità del locale: locali guardaroba potenziali ostacoli al deflusso, dimensioni dei gradini non costanti, scalinata “sdrucciolevole”, mancanza di un pianerottolo, balaustre ossidate con montanti compromessi

ANCONA – Siamo forse ad una svolta nelle indagini per la tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove nella notte tra il 7 e l’8 settembre scorsi sono morte 6 persone: cinque adolescenti e una madre 39enne schiacciati all’uscita numero 3 sul retro, dopo il fuggi fuggi generale causato, forse, dalla diffusione di una sostanza urticante all’interno della discoteca strapiena.

Oggi infatti sono stati diffusi alcuni dati contenuti nelle due consulenze affidate dalla Procura di Ancona. Dalle carte si possono chiaramente riconoscere le numerose “difformità” rispetto alle norme di riferimento: vie di fuga ‘trappola’ per carenza d’altezza, di capacità di deflusso, di un corrimano centrale, pendenza elevata, balaustre laterali corrose e inidonee a sopperire alle “spinte da affollamento” o per segnalazioni assenti del punto di raccolta sicuro in caso di esodo.

Dieci gli indagati: nove dalla Procura di Ancona, tra proprietari, gestori, organizzatori di fatto della serata e della sicurezza, oltre a un 17enne sospettato di aver spruzzato spray al peperoncino.

Le relazioni

Gli esperti – l’ing. Marcello Mangione, colonnello del Genio carabinieri, e il prof. Costanzo Di Perna, ordinario di Fisica tecnica ambientale dell’Univpm – hanno depositato le relazioni, con verbali, foto, rilievi, documenti, sulle condizioni del locale e l’eventuale corrispondenza con l’autorizzazione all’attività della discoteca rilasciata dallo Sportello unico dei Comuni Misa-nevola nell’ottobre 2017.

Per le uscite dalle tre sale, in particolare quella dove si consumò la tragedia complice il cedimento di una balaustra, è stata segnalata una sfilza di irregolarità: presenza di locali guardaroba potenziali ostacoli al deflusso, dimensioni dei gradini non costanti, scalinata “sdrucciolevole”, mancanza di un pianerottolo, balaustre ossidate con montanti compromessi.

Nelle due uscite della sala 2, prive di pittogrammi, c’erano due serrande metalliche con apertura non regolamentata nel piano d’emergenza e d’evacuazioni.

Davanti alla via di fuga 6, nel ballatoio, era posizionato addirittura un divano.

Le prescrizioni della Commissione di vigilanza, affermano i consulenti, diversamente da quanto venne dichiarato dalla gestione, furono “parzialmente assolte”: carenti gli aspetti dell’aggiornamento del piano d’emergenza, dell’attestato di idoneita’ alla sorveglianza egli impianti elettici, e dei parapetti di altezza inferiore a un metro.

Si attendono i risultati delle analisi del Racis sui liquidi prelevati negli impianti (ventilazione ed effetti coreografici) per trovare tracce della sostanza urticante che causo’ bruciori e malesseri diffusi nel locale, generando il panico. I rilievi sugli impianti del bar (frigo, congelatore, vetrina bibite ecc.) hanno invece escluso perdite di gas.

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