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Sputa in faccia ad una professoressa perché pensa che sia ebrea

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Una professoressa ha ricevuto degli sputi perché un uomo credeva fosse ebrea.

Alessandra Veronese insegna all’università di Pisa storia medioevale ed ebraica. Qualche giorno fa era a Roma, in pieno centro stava aspettando un conoscente davanti alla Feltrinelli.

Aveva un tracolla di tela del corso di Yiddish a cui aveva preso parte a Tel Aviv. Così un militante di un gruppo di estrema destra ha pensato che fosse ebrea e si è sentito in dovere di aggredirla, sputandole in volto, sulla borsa e anche sulla valigia.

La professoressa ha affidato la sua storia ad uno stato su Facebook in cui racconta: “Oggi a Roma: sono ferma davanti a Feltrinelli, aspettando una persona. Un tizio, con croce uncinata sul braccio, mi si avvicina e mi sputa in faccia. Io sono rimasta così allibita che non ho neppure reagito. Ho poi capito cha probabilmente lo ha fatto perché avevo una borsa di tela del corso di yiddish fatto a Tel Aviv. Prove di antisemitismo. Che schifo.”

Dopo averle sputato addosso, l’uomo si è allontanato. Uno studente le ha raccontato che è noto in zona. Non solo, è solito fare aggressioni di questo tipo. Proprio per questo motivo la professoressa ha deciso di parlare dell’accaduto. “Volevo raccontarlo: mi è sembrato un gesto così grave, enorme. Sono troppi i casi di intolleranza e non possiamo certo rimanere in silenzio”.

 

 

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