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Sms e baci all’alunno, indagata la maestra

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“Carabinieri, la maestra a scuola molesta mio figlio, vogliamo denunciarla”. E’ suonato più o meno così l’allarme nella stazione dell’Arma di Vicenza quando i genitori dell’alunno di 10 anni hanno cominciato il racconto choc. “Uun giorno abbiamo scoperto sullo smartphone del nostro bimbo dei messaggi molto strani – hanno spiegato mamma e papà –: il mittente era la sua maestra di quinta elementare e il contenuto ci ha fatto sobbalzare. In alcuni sms c’era scritto ‘amore mio’ oppure ‘tesoro mio’”. Non è tutto: “Nostro figlio ci ha rivelato di aver ricevuto anche due baci, vicino o sulle labbra“.

Così, per la delicatezza della questione, la procura di Vicenza ha apertoun’indagine e iscritto la docente di 41 anni nel registro degli indagati. L’accusa? Tentata violenza sessuale su minore, nella forma più lieve di molestie sessuali. Il bambino sarebbe rimasto turbato dal comportamento della sua insegnante, tanto che quando la incontrava in presenza dei genitori era “piuttosto in imbarazzo”.

La vicenda sarebbe avvenuta lo scorso anno scolastico, quando il ragazzino frequentava la quinta elementare. Ora è alle medie, e i due non si sono più visti. La pm Barbara de Munari ha deciso di vederci chiaro, aprendo un fascicolo. Tuttavia, l’istituto scolastico non ha preso provvedimenti nei confronti della maestra, una docente apprezzata dai colleghi e dai genitori degli altri allievi, che avrebbe da sempre atteggiamenti affettuosi coi ragazzini. Nelle investigazioni non sono state adottate misure ad alta efficacia, quali le videocamere nascoste, perché i fatti si sarebbero verificati in maggio, e la scuola poco dopo ha chiuso.

Restano irrisolti alcuni punti decisivi: perché la maestra aveva il numero del ragazzino? E come mai non ha usato piattaforme ministeriali, se erano sms su questioni didattiche? Infine, visto che i social sono vietati ai minori di 16 anni, come mai il ragazzino è entrato in quella situazione a rischio? Il bambino sarebbe stato già ascoltato, in forma protetta, da una psicologa: avrebbe confermato il racconto fatto ai genitori. “La maestra ti ha baciato?”. “Sì, mi ha dato dei bacetti a stampo”. L’insegnante nega: “Mai fatte quelle cose”. L’indagine va avanti da mesi sotto traccia: già ascoltate diverse persone.

Chi conosce l’insegnante racconta che sta vivendo questa storia come un incubo, certa di non aver commesso alcun abuso ma di essersi comportata sempre in modo professionale. “Credo che in questa vicenda si possa parlare di un rapporto insegnante-alunno assolutamente corretto – spiega l’avvocato Michele Grigenti, che difende la donna assieme al legale Emanuele Fragasso –, al più un po’ affettuoso, ma privo di qualsiasi contenuto di natura sessuale”. Il 27 giugno si terrà l’incidente probatorio, momento-chiave in cui sarà ‘cristallizzata’ la testimonianza del ragazzino.