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Slovenia e Fvg inaugurano pattugliamento congiunto al confine

Foto Fabrizio Corradetti/LaPresse

Con il mese di luglio è iniziato anche il servizio di pattugliamento congiunto al confine tra Italia e Slovenia per contrastare l’immigrazione illegale.

La Slovenia e il Friuli Venezia Giulia inaugurano la collaborazione al confine per contenere e contrastare i flussi di migranti clandestini. Lunedì 1° luglio è iniziato il servizio di pattugliamento congiunto tra la Repubblica di Slovenia e il Fvg per rinforzare i controlli al confine orientale e consentire un più rigoroso controllo dell’immigrazione illegale. I pattugliamenti congiunti sono iniziati questa mattina mattina dall’ex valico di frontiera di Lipizza, località compresa nel comune sloveno di Sesana. La collaborazione nasce dall’accordo siglato tra Roma e Lubiana sulla cooperazione transfrontaliera, che mette a disposizione pattuglie miste lungo il confine condiviso.

Il progetto nasce dalla preoccupazione del governatore del Fvg Massimiliano Fedriga, che nei giorni scorsi era arrivato a dire che, se le difficoltà dovute all’immigrazione clandestina dovessero prolungarsi, si sarebbe trovato costretto a “valutare di richiedere al Governo la sospensione di Schengen”. La dichiarazione aveva generato non poche polemiche, che alcuni giorni dopo aveva ammorbidito la sua posizione: “Con il rafforzamento dei controlli lungo la frontiera, partito già lo scorso settembre, abbiamo contenuto l’ondata di ingressi che sono diminuiti del 20 per cento soltanto perché abbiamo avuto una reazione immediata. I muri non si alzano se le regole vengono rispettate, ma, ripeto, non siamo un Paese di confine”. La linea, comunque, resta dura, ma la sospensione di Schengen resta l’ultima risorsa: “Non auspico la sospensione di Schengen né l’innalzamento di barriere, ma sono ipotesi che non si realizzeranno soltanto se c’è il rispetto delle regole da parte di tutti i Paesi. Il Friuli Venezia Giulia non è il confine dell’Europa. Ci sono altri Paesi che fanno parte dell’Unione Europea che dovrebbero presidiare quei confini”.