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Scoppia il caso ‘Multopoli’ a Roma: 197 indagati per truffa e falso. Toglievano migliaia di multe e contravvenzioni

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Indagato anche Lotito. Sequestro per oltre un milione di euro in beni

 

 

Maxi indagine della Guardia di Finanza, nucleo polizia Economico-Finanziaria, coordinata dalla procura di Roma, che ha coinvolto 197 persone, indagate per truffa e falso. Coinvolti anche quattro ex dirigenti e funzionari capitolini, compreso il direttore, già allontanato, del dipartimento, Pasquale Libero Pelusi. I finanzieri del comando provinciale, su disposizione del pm Francesco Dall’Olio, hanno disposto il sequestro di più di un milione di euro. Tra i beneficiari del trattamento di favore c’è anche Claudio Lotito. Nei confronti del patron biancoazzurro infatti è stato eseguito un sequestro di 26 mila euro. Nello specifico risultavano  in comune 17 cartelle esattoriali non pagate e collegate a una società riconducibile a Lotito. Il presidente voleva far passare 5 auto private, che erano state multate, come auto di scorta.

I fatti contestati riguardano il periodo che va dal 2012 al 2014. Lotito è solo il più noto dei 197 indagati, infatti sono coinvolti ex dipendenti pubblici come Pasquale Libero Pelusi, Patrizia Del Vecchio, Luca Cirielli e Maria Rita Rognoni. Toccato anche il gruppo Colaneri: 792 mila euro di multe non pagate. I funzionari, con la compiacenza di ex appartenenti alle forze dell’ordine, avrebbero cancellato migliaia di multe e contravvenzioni a centinaia di beneficiari, utilizzando diversi escamotage. Uno dei trucchi più gettonati era quello di far passare come auto di scorta le vetture normali, giustificando in questo modo l’annullamento della contravvenzione.

«Voglio esprimere un ringraziamento e pieno sostegno alla Procura di Roma per la lotta alla corruzione in una città che, come sottolineato sabato dal Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, deve impegnare tutte le proprie risorse per ripristinare giustizia e legalità, e contrastare la criminalità a ogni livello», fa sapere la sindaca Virginia Raggi.

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