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Sanità, sospeso ad Aosta il primo medico italiano perché non si aggiorna

Il dentista italiano non potrà esercitare per tre mesi

È un dentista il primo medico italiano sospeso dalla professione perché non in regola con l’obbligo ECM, l’Educazione continua in Medicina. All’odontoiatra valdostano, che svolge la sua attivita’ in parte anche a Nizza in Francia, è stata confermata in secondo grado la sospensione a 3 mesi (in primo grado la misura prevista era di 6 mesi). Lo ha stabilito Commissione Esercenti Arti e Professioni sanitarie -CCEPS stabilita dalla Commissione Esercenti Arti e Professioni sanitarie-CCEPS

Il professionista era stato denunciato nel 2013 da una paziente per lavori mal eseguiti ricollegabili proprio al mancato aggiornamento professionale.

La notizia è stata diffusa dall’Associazione italiana odontoiatri (AIO) che ha poi commentato: «Il messaggio deve essere chiaro, chi non si forma costantemente non può definirsi un buon medico».

Immediato l’allarme di Consulcesi, l’azienda che da 20 anni si occupa della tutela dei diritti dei medici e della loro formazione. Il presidente del gruppo, Massimo Tortorella, ha infatti ricordato come «in Italia l’ultimo triennio formativo ECM si è concluso con solo il 54% dei medici in regola. Sebbene i numeri siano in crescita, di fatto quasi la metà dei camici bianchi risulta ancora inadempiente». Secondo Tortorella l’unica strada per evitare pesanti sanzioni è la formazione, ma è necessario però «aiutare i camici bianchi ad investire nella loro professionalita’ attraverso incentivi e meccanismi premiali, anche a livello di carriera per chi dimostra di essere in regola con l’obbligo ECM».

Massimo Ferrero, della Commissione Albo di Aosta, ha sottolineato invece come la situazione del professionista sanzionato fosse peculiare: «Esercita anche in Francia dove era stato oggetto di una misura analoga. Nel nostro caso era stato denunciato nel 2012 da una paziente che aveva evidenziato danni riconducibili a lavori mal fatti, a loro volta ricollegabili a un mancato aggiornamento evidente e formalmente comprovabile».

Pugno di ferro e nessuno sconto insomma per i professionisti che non si aggiornano. La condanna è unanime. Anche Fausto Fiorile, presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri (AIO) è netto: «La professione medica e odontoiatrica è peculiare, la nostra missione è prendersi cura dei bisogni di salute del paziente in toto, a partire naturalmente dalla salute orale, di nostra competenza. Se vogliamo dare il massimo al nostro paziente, la formazione continua diventa impegno morale ed etico prima ancora che un obbligo. Da anni Aio, in qualità di Ente accreditato dal ministero, si impegna nella formazione continua Ecm e chiede ai propri associati un coinvolgimento forte. Il messaggio deve essere chiaro: chi non si forma costantemente non può definirsi un buon medico».

Gli obblighi per i professionisti

Nella sentenza della CCEPS si ricorda che “l’obbligo di formazione e/o aggiornamento previsto da Codice deontologico comprende l’osservanza di analoghi obblighi discendenti a carico dell’iscritto per disposizione di legge o regolamento, come la formazione continua stabilita dall’art. 16 ss. d.lgs. n. 502/1992 smi e dal sistema di cui all’art. 2, comma 357,1. n. 244/2007 (educazione continua in medicina- ECM) (cfr. CCEPS n. 60/2014; id. n. 5/2013)”.