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Sanità: firmati accordi per assunzione specializzandi

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Siglato a Palazzo Balbi l’accordo con l’Università di Padova Rosario Rizzuto, e quello dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, per fare in modo che gli specializzandi possano iniziare a lavorare.

Il presidente della regione del Veneto, Luca Zaia, ha sottolineato la sigla dell’intesa con il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, e quello dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, per l’adozione degli accordi che completano il quadro giuridico grazie al quale le Aziende Ulss e Ospedaliere del Veneto potranno avviare concretamente l’assunzione dei medici in formazione presso le scuole di specialità dei due atenei (iscritti all’ultimo anno del corso o al penultimo in caso di durata quinquennale).

“Con questa firma diamo una risposta alla carenza di medici nelle nostre corsie e, contemporaneamente, segniamo anche un cambiamento di cultura perché, grazie a questo accordo, l’accademia si diffonde nelle strutture sanitarie sul territorio. Il Veneto si conferma sempre in grado di dare non solo risposte ai suoi cittadini, ma anche di qualità; è veramente una giornata storica.

Noi siamo qui a difendere le nostre scuole di specialità e l’elevato livello di formazione che assicurano a riguardo, confermo che siamo pronti ad incrementare le borse di studio che sosteniamo ogni anno.

Su questa linea, oggi avviamo un progetto formativo innovativo per gli specializzandi degli ultimi anni che ora possono svolgere, nell’ambito del loro iter didattico e per un periodo ben definito, trentadue ore a settimana con un contratto regolare, direttamente negli ospedali del territorio. L’accordo di oggi con Padova e Verona riguarda già 197 medici studenti, specializzandi in varie discipline, che avranno unno stipendio di 2.300 euro mensili. Per il Veneto è un onore avere il mondo accademico medico che si inserisce sempre di più nel suo sistema sanitario, un network fatto di 68 ospedali, dove vengono erogate 80 milioni di prestazioni all’anno”.

“L’impegno congiunto tra la Regione e le sue università è un patrimonio importante del Veneto che si è confermato anche in questa occasione – sottolinea il Rosario Rizzuto, rettore di Padova -. Il quadro normativo consente agli specializzandi avere un grado di autonomia da poter esprimere anche in ambienti diversi da quelli strettamente universitari. Si è potuti arrivare a questa firma grazie a quello che era già un patrimonio della nostra regione; molto di più che nel resto del Paese, la presenza degli specializzandi fuori dalle sedi formative principali in Veneto era già un processo in atto. Ora diventa sistema, uno strumento attraverso il quale garantiamo in maniera rigorosa la formazione degli specialisti futuri e contemporaneamente apriamo loro la conoscenza diretta di un servizio che ha la sua forza proprio nell’essere più vicino ai cittadini”.