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lunedì 8 Agosto 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

EDIZIONI REGIONALI

Salute: visione miope su trasferimenti regionali a sanità Pn

Pordenone, 9 giu – Il trasferimento di risorse regionali pro
capite non può essere un parametro con il quale valutare quanto
“pesa” la sanità in un’area del Friuli Venezia Giulia poiché ci
sono servizi sovraterritoriali il cui valore si spalma
sull’intera regione.

Con questo concetto il vicegovernatore con delega alla Salute
replica a una presa di posizione riguardante la presunta
penalizzazione dei cittadini pordenonesi sul fronte della spesa
sanitaria a loro dedicata.

Dati alla mano, l’esponente dell’Esecutivo chiarisce che la spesa
pro capite non rappresenta di per sé un dato reale in grado di
spiegare in modo corretto l’entità dei trasferimenti nei diversi
territori del Friuli Venezia Giulia. Questa semplificazione
infatti non terrebbe in debita considerazione che ci sono aziende
in cui, avendo al loro interno le Università, l’organizzazione è
più complessa e costosa e non è al servizio solo del territorio
in cui è insediata.

Per citare un esempio il vicegovernatore evidenzia che se un
cittadino pordenonese dovesse necessitare di un intervento
cardiochirurgico, l’operazione verrebbe compiuta in un’altra
zona, “gravando” quindi su un territorio diverso da quello di
appartenenza. Pertanto chi avanza delle critiche come in questo
caso superficiali fonda i suoi teoremi su una lettura grezza
della realtà, utile soltanto a generare sterile polemica.
Seguendo questa logica errata e leggendo i dati in modo omogeneo
e non specifico, secondo l’esponente dell’Esecutivo a Pordenone
si dovrebbero sommare allora le risorse di Asfo e Cro, con un
trasferimento pro capite per ogni residente in questa zona del
territorio regionale sicuramente maggiore rispetto a quello che
si otterrebbe considerando solo quanto trasferito all’Azienda
sanitaria Friuli Occidentale.

In generale, quindi, la Regione rispedisce al mittente l’accusa
di bassi trasferimenti regionali verso l’area pordenonese:
rispetto alla media d’incremento degli ultimi anni, secondo il
vicegovernatore, quelli a favore di Asfo hanno una crescita
maggiore rispetto agli altri territori. Nel 2018 i trasferimenti
verso questa parte della regione ammontavano a 499,5 milioni, per
diventare 516,2 l’anno successivo con un incremento del 3,35 per
cento. E ancora nel 2020 il valore è salito a 527,9 milioni
(+2,26), per arrivare ai 538,6 del 2021 (+2,03). Volendo
paragonare poi i trasferimenti compiuti alle tre aziende nel
periodo post riforma, nella variazione tra 2020 e 2021 Asfo ha
avuto un +2,03 (da 527,9 milioni a 538,06) rispetto al +1,2 di
Asugi (da 777,8 milioni a 787,1) e un +1,9 di Asufc (da 1.063
milioni a 1.083). Per la Regione il problema, invece, è che nella
Destra Tagliamento si è partiti da valori più bassi del passato,
elemento questo che secondo l’esponente dell’Esecutivo, non è
stato tenuto in considerazione da chi ora fa polemica e negli
anni scorsi ha ricoperto ruoli amministrativi nel capoluogo
pordenonese.

Infine, per quanto riguarda gli utili generati dall’azienda
pordenonese, secondo il vicegovernatore questi ultimi non
rappresentano un problema in quanto sono rimasti in Asfo.
ARC/AL/ma