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Rischio valanghe a Trento aumenta dopo alberi caduti per maltempo

Presidenti delle locali Commissioni valanghe riuniti a Trento

 

Il maltempo che ha colpito Trento e provincia a fine ottobre ha gravemente compromesso i boschi. Infatti moltissimi alberi sono caduto per le forti piogge e il vento e tutto questo non fa che aumentare il rischio valanghe. Il direttore di Meteo Tentino ha sottolineato come il maltempo, che si è abbattuto sul Trentino, sia il più pesante degli ultimi 150 anni, per quantitativo di precipitazioni e intensità delle raffiche di vento. I presidenti delle locali Commissioni valanghe si sono riuniti a Trento per fare il punto della situazione ed hanno stabilito che circa 4.900 ettari di territorio sono a rischio distacchi, di cui 1250 a rischio significativo.

Alessandro Wolynski, direttore dell’Ufficio pianificazione, selvicoltura ed economia forestale, ha rese note le cifre sugli schianti: si calcolano 2.800.000 metri cubi di alberi caduti, quando il prelievo annuale in tutto il Trentino è di circa 500.000 metri cubi. Le zone più colpite sono le valli di Fiemme e Fassa, ma anche Valsugana e Tesino, Primiero Alta Valsugana, Pinetano, il territorio degli Altipiani. Fenomeni significativi si sono verificati anche a Folgaria, Terragnolo, in Val di Ledro, in Rendena e Giudicarie.

La Provincia annuncia un piano interventistico entro il mese di gennaio 2019, che comprenderà recuperi e ripristini. I recenti eventi meteorologici – ha comunicato De Vigili, direttore della Protezione Civile provinciale – hanno messo a dura prova il territorio e impegnato duramente il Dipartimento e non solo. Superate le fasi dell’emergenza, ci aspetta ancora molto lavoro da fare, con la collaborazione di tutti”.

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