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Ridurre la Tari con le macchinette ‘mangiaplastica’: la proposta

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Installazione di macchinette “mangiaplastica” sul territorio del Comune di Minturno. La proposta è stata lanciata dal gruppo civico Minturno Libera, che ha ribadito gli effetti positivi che comporterebbe l’a d ozione di questa iniziativa. «Si tratta – si legge in una nota del gruppo di un distributore che rimborsa gli utenti dai dieci ai venti centesimi per ogni singolo conferimento e nei quali è possibile inserire bottiglie in Pet colorato o trasparente, flaconi e lattine in alluminio. Tale sistema è adottato con successo già in molte città, per effetto anche dei fondi ad hoc per i comuni previsti dal decreto clima del 2019.

Una famiglia grazie a tale dispositivo potrebbe trarre anche 20 euro mensili, insomma più di 200 euro annui, risparmi che invece questo servizio porta a porta minturnese ha dimostrato di non poter garantire. Inoltre, bisogna sottolineare che il risparmio economico è solo uno degli effetti positivi di tale macchinetta. Infatti, questo sistema permette una minore emissione di anidride carbonica nell’aria: il materiale raccolto viene portato direttamente alle aziende di trasformazione evitando il passaggio per i centri di smistamento, quindi il percorso dei rifiuti viene di gran lunga accorciato. Questo grazie al fatto che il dispositivo compatta e divide i rifiuti riducendone il volume fino all’80% evitando inoltre che materiali importanti come plastica e alluminio vengano dispersi nelle discariche o addirittura sulle strade».

Per Minturno Libera le macchinette “mangiaplastica” sono necessarie in quanto le tariffe della Tari, anche per il 2020, saranno pressoché identiche al periodo precedente l’avvio della raccolta differenziata e addirittura superiori del 6% a quelle del 2015, ossia le ultime adottate da un’amministrazione comunale diversa da quella attuale. «I dati reali prosegue la notasono ben diversi da quelli dichiarati: nel quadriennio stefanelliano, in quanto le tariffe Tari hanno comportato per i cittadini minturnesi un aggravio di spesa complessivo di circa il 40%, ossia il 10% medio annuo. Minturno Libera crede che sia giunto il momento di rimborsare direttamente i contribuenti per il corretto smaltimento dei rifiuti, servizio tra l’altro già pagato al momento dell’acquisto dei prodotti».