Rapallo – Non è bastata la stangata sulla provvigione all’otto per cento che l’agenzia avrebbe richiesto all’anziana signora di 84 anni per dissuaderla dall’acquisto dell’immobile tanto desiderato visto e rivisto in più riprese, l’epilogo è stato peggio.
La visita dell’alloggio è stata magistralmente diretta da un addetto alle visite non qualificatosi e di dubbia esperienza, circostanza verificata data l’incapacità nel descrivere le caratteristiche intrinseche ed estrinseche nonché tecniche dell’immobile visionato e informative di carattere generale.
A seguito delle diverse visite l’anziana signora si è recata in agenzia e compilata la proposta con tanto di assegno versato ha ritenuto di contestare una provvigione tanto alta quanto assurda, ricevendo uno “sconticino” di cinquecento euro che tuttavia il mediatore non avrebbe “digerito” ancorché l’anziana donna, in totale stato di panico, avrebbe offerto in forma scritta un ulteriore aumento del prezzo di acquisto quindi a favore del venditore pur mantenendo invariato l’importo concordato sulla provvigione “ribassata”.
Un incarico firmato e formalizzato in favore dell’agenzia con accordi chiari nei quali il mediatore anche attraverso i suoi collaboratori non ha garantito un comportamento professionale, trasparente ed imparziale omettendo di comunicare con molta probabilità al venditore l’effettivo rilancio formalizzato nelle modalità indicate dal mediatore il cui ruolo d’iscrizione non è stato reso riconoscibile ne tantomeno quello dei restanti adetti “ai lavori”.
Dall’esame della visura dell’impresa di mediazione si rileva che la stessa fa capo alla società denominata Rapallo Re srl con sede in Monza Brianza, abilitata all’esercizio dell’attività di mediazione attraverso il possesso dei requisiti in capo al solo legale rappresentante Sig. Marco Burrasca che ha aperto un unità locale, nel caso specifico in Rapallo corso Giacomo Matteotti 11 e di cui lo stesso Burrasca Marco detiene il titolo di mediatore pur non gestendo i contratti di mediazione direttamente come nel caso in questione.
Una piramide societaria in cui il mediatore e legale rappresentante sig. Marco Burrasca detiente oltre 60 sedi spalmate sul territorio nazionale.
Inoltre il contratto è stato formalizzato in totale assenza di attestato di prestazione energetica e di questo l’agente avrebbe omesso la totale mancanza del documento obbligatorio ed esigibile da parte interessata all’acquisto.
Il giovane mediatore signor X senza scrupoli avrebbe contattato a distanza di molte ore l’anziana donna invitandola in agenzia per la restituzione della proposta e relativi assegni depositati; all’arrivo dell’ultraottantenne il mediatore provvedeva ha strappare l’incarico con fare gogliardico davanti all’anziana signora umiliata non tanto dalle parole bensì dai modi ben più incisivi.
Una storia non a lieto fine che lascia una scia di dubbi sull’etica comportamentale di alcuni mediatori il cui obbiettivo parrebbe corrispondere all’incasso di provvigioni stellari che vanno ben oltre il canonico tre per cento a discapito di una trasparente e serena trattativa.
L’anziana donna tornando a casa mortificata è stata colta da malore.