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Presentata a Milano l’edizione 2019 del progetto “…Questo non è amore”

L’iniziativa della Polizia di Stato per diffondere il messaggio che le vittime di violenza non devono avere paura di raccontare e denunciare.

Presentata questa mattina, nella questura di Milano, l’edizione 2019 del progetto “…Questo non è amore”.
Ideato e promosso dalla Direzione centrale anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza, il progetto si pone l’obiettivo di diffondere una nuova cultura di genere e aiutare le vittime di violenza a vincere la paura di denunciare. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del prossimo 25 novembre, oggi si è ha fatto il punto della situazione per il 2019 ed è stata presentata una nuova brochure con i dati e le informazioni relative al fenomeno anche attraverso il racconto di storie di poliziotti quotidianamente impegnati su questo fronte.

All’evento ha partecipato “virtualmente”, attraverso un video messaggio, il capo della Polizia Franco Gabrielli; in questura erano presenti il direttore centrale Anticrimine Francesco Messina, il questore di Milano Sergio Bracco e alcuni dei maggiori esperti della materia, come il procuratore aggiunto Letizia Mannella, la dottoressa Alessandra Kustermann e il professor Paolo Giulini. Dopo la presentazione della brochure da parte del moderatore dell’evento, Alessandra Simone dirigente della divisione anticrimine della questura di Milano, è stato proiettato un video messaggio della nota conduttrice Michelle Hunziker da sempre impegnata su questo fronte con la sua associazione “Doppia Difesa”.

Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha precisato che “in questa nuova brochure abbiamo voluto dare un volto anche ai nostri operatori, perché le vicende che riguardano le violenze non sono mai fascicoli, non sono mai procedimenti, non sono mai qualcosa di astratto ma dietro ad ogni storia ci sono dei volti, ci sono dei vissuti, ci sono le sofferenze, le difficoltà di approcciare una scelta così difficile che è anche quella di rendere pubblica la propria condizione di sofferenza e quindi, dando un volto anche a chi sta dall’altra parte, abbiamo voluto sottolineare l’importanza di come in questo genere di problemi, il rapporto tra persone, il rapporto tra individui è la carta vincente”.

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