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Perugia celebra San Costanzo, dall’arcivescovo un pensiero ai migranti

Nel giorno in cui Perugia celebra San Costanzo, patrono della città, l’arcivescovo Bassetti invita all’amore e alla carità fraterna verso chi soffre.

Il 29 gennaio è il giorno in cui si celebra il Santo Patrono di Perugia, San Costanzo, primo vescovo del capoluogo umbro. A partire da mezzogiorno si è svolta la tradizionale degustazione gratuita del torcolo di San Costanzo, tipico dolce preparato nelle pasticcerie e panetterie perugine. Per l’occasione, Monsignor Paolo Giulietti, vescovo delegato ad omnia, ha lanciato un appello alla comunità, invitandola anche a pensare fuori dagli schemi in nome dei valori in cui si crede. “Non possiamo non riconoscere che c’è un grande tentativo di omologazione del pensiero, un grande tentativo anche rivolto ai giovani, di fare in modo che tutti pensino, credano, cerchino, vogliano le stesse cose”, ha detto mons. Giulietti. “Ma noi abbiamo bisogno invece che la nostra società si fondi su persone che hanno una coscienza, dei valori in cui credere e per i quali sono disposti a dare la vita”.

Un simile messaggio è stato rivolto ai fedeli anche dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, durante una celebrazione eucaristica in cattedrale. Il cardinale ricorda che una delle “regole di ‘vita buona’ è senza dubbio quella dell’amore e della carità fraterna che ci chiede di chinarci sui fratelli sofferenti, sugli abbandonati, su quanti ci chiedono aiuto. Il mio pensiero non può non andare alle 47 persone che attendono, fra mille disagi, di essere sbarcate dalla nave Sea Watch. La fede nel Signore ci aiuti sempre a riscoprire la dignità della persona umana e a far sì che non sia mai umiliata!”.

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