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Pegasus: Arabia Saudita nega utilizzo spyware

 

L’Arabia Saudita ha negato le accuse di spionaggio “infondate” emerse alla luce della pubblicazione di un’inchiesta internazionale secondo cui diversi Paesi hanno utilizzato il software israeliano Pegasus per monitorare giornalisti, attivisti per i diritti umani ed altri personaggi.
“Un funzionario ha negato le accuse pubblicate dalla stampa secondo cui un’entità del regno ha utilizzato un software per monitorare le comunicazioni”, riporta l’agenzia di stampa ufficiale SPA senza citare il nome del software in questione.

Intanto, il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per questa mattina un consiglio di difesa “straordinario dedicato al caso Pegasus e alla questione della sicurezza informatica”: lo ha annunciato il portavoce del governo, Gabriel Attal.
“Il Presidente della Repubblica sta seguendo questo dossier da vicino e prende molto sul serio la questione”, ha detto Attal ai microfoni di France Inter. Il portavoce ha ricordato che nel Paese proseguono le indagini dopo le rivelazioni secondo cui anche i telefoni di Macron erano tra i potenziali bersagli dello spyware.
Nella lista ci sarebbero tre presidenti e tre capi di governo in carica, sette ex premier e il re del Marocco. Oltre a Macron sarebbero presenti il presidente dell’Iraq Barham Salih, il presidente del Sud Africa Cyril Ramaphosa, il primo ministro del Pakistan Imran Khan, quello dell’Egitto Mostafa Madbouly e quello del Marocco Saad-Eddine El Othmani. Presenti poi sette ex primi ministri, tra cui quello del Libano Saad Hariri, quello dell’Uganda Ruhakana Rugunda e quello del Belgio Charles Michel, attuale presidente del Consiglio europeo. Infine, anche il re del Marocco Mohammed VI.

Eliseo, gravissimo se Macron fosse stato spiato – “Se i fatti dovessero essere confermati, sarebbe ovviamente molto grave”: lo scrive l’Eliseo confermando le indiscrezioni sullo spionaggio ai danni del presidente Emmanuel Macron nell’ambito del caso Pegasus.

Ue avvia verifiche su software spionaggio giornalisti – “Il commissario Breton chiederà ai servizi della dg Connect di lavorare” sulla vicenda dello spionaggio dei giornalisti col software Pegasus. Lo annuncia il commissario alla Giustizia Ue, Didier Reynders, che incalzato dalle domande sulla voce di un’indagine di Bruxelles sulla vicenda, ha spiegato che il tema è stato trattato dal collegio dei commissari. “Stiamo iniziando a raccogliere informazioni per capire quale sia il possibile utilizzo dell’applicazione. Ma useremo più fonti, da quelle giudiziarie alle autorità sulla protezione dei dati, per verificare la solidità dell’informazione. Se vera, sarebbe inaccettabile”.