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Parroco ricattato da coniugi nel torinese. Donna condannata a quasi due anni di carcere.

Con il marito avevano architettato un piano per sottrarre 20mila euro al sacerdote ottantenne

La donna in questione è Anca Dragan, 35enne di nazionalità romena, che per due mesi e mezzo (da marzo a maggio 2018) ha molestato e tentato di ricattare un parroco ottantenne della prima cintura torinese.

Con la scusa di avere una madre malata, Anca Dragan si era presentata nella parrocchia in cerca di aiuto nel mese di marzo; da qui sono poi iniziati gli episodi di violenza sessuale.

Avrebbe baciato l’anziano prete e poi si sarebbe denudata più volte dinanzi a lui; dapprima mostrando solo il seno e dichiarando di essere malata in quella zona del corpo, più in là sarebbe addirittura arrivata ad abbassarsi anche i pantaloni mostrando le parti intime.

Don P. avrebbe reagito invitandola a rivestirsi immediatamente e, notando la reazione adirata della donna, le avrebbe donato 50 euro per affrontare le spese per la madre malata.

Il sacerdote però non era a conoscenza delle reali intenzioni della donna.

Il piano era quello di ottenere immagini compromettenti in modo da poter ricattare il prete.

Di nascosto, infatti, il marito Dumitru si era appostato per immortalare tutta la scena.

Nei giorni successivi i coniugi avrebbero minacciato l’anziano tramite messaggi e telefonate, la richiesta era di consegnare 20 mila euro per evitare la divulgazione delle foto.

Il primo incontro dopo la trattativa del sacerdote per 10 mila euro, sarebbe sfumato poiché presenti dei carabinieri sul luogo dell’appuntamento.

Presentandosi in canonica alla fine di aprile, i due sarebbero poi infine riusciti ad ottenere 5000 euro.

La donna, assistita dall’avvocato Luca Schera, ha patteggiato dopo aver risarcito 2500 euro al prete.

La pena è di un anno, 11 mesi e 20 giorni.