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Parcheggi Formia, Spertini: “La sindaca ha imparato in fretta il sistema”

Non solo il consigliere d’opposizione Claudio Marciano, esponente del Partito democratico, che sul tema in questi giorni è intervenuto a più riprese. Anche l’ormai ex assessore al Bilancio Fulvio Spertini si è dimostrato fortemente in disaccordo con l’ultima mossa dell’amministrazione Villa sul tema dei parcheggi a pagamento. Al centro delle critiche di entrambi, in particolare, le disposizioni del bando e le due società che gestiranno le strisce blu, la concessionaria e quella ausiliaria. Nell’occhio del ciclone nemmeno tanto stranamente, a conti fatti. Diverse, infatti, le ‘particolarità’.

“La gestione dei parcheggi è passata di mano. Nulla e nessuno della maggioranza consiliare ha impedito che accadesse quanto segue. Nonostante sapessero tutti da più di un anno che la gestione privata dei parcheggi fosse economicamente insostenibile (in perdita) per qualsiasi società privata, ci troviamo da ieri una società privata che gestirà per 6 anni i parcheggi di Formia”, ha scritto mercoledì Spertini attraverso il proprio profilo Facebook. Per poi entrare nel dettaglio.  Nonostante sapessero tutti che il bando sarebbe andato deserto per manifesto deficit (più costi che ricavi), hanno scelto ugualmente (legittimamente) la strada della gestione privata. Hanno predisposto il bando preoccupandosi molto correttamente di inserire in particolare due requisiti di capacità economica finanziaria e tecnica professionale a tutela della utenza e (forse anche) a tutela dei lavoratori. Il primo requisito richiedeva di aver realizzato un fatturato medio annuo (congruo) nell’ultimo triennio per servizi di parcheggio a pagamento in ragione degli investimenti richiesti ecc ecc… Il secondo di aver svolto regolarmente e senza formali contestazioni nell’ultimo triennio servizi di sosta a pagamento con parcometri ecc ecc… A questo punto non restava che attendere i partecipanti. Ovviamente nessun operatore del settore si è presentato ma le previsioni funeste di un bando deserto sono state smentite perché una domanda di partecipazione c’è stata, una sola. E dov’è il problema? Se l’unica società partecipante non avesse avuto i requisiti la gara sarebbe andata deserta. Non voglio immaginare lo schianto politico che avrebbe accompagnato una situazione simile. Come due enormi iceberg sulla rotta della nave bisognava scansare quei due requisiti e superare le ragioni poste a tutela della Città e dei lavoratori. Bisognava evitare lo schianto politico, punto. Il bando escludeva dalla partecipazione chi non avesse fatturato negli ultimi tre anni in servizi di parcheggio a pagamento? L’unico partecipante non ha mai gestito parcheggi a pagamento? Il dirigente giustifica la mancanza del requisito grazie all’affiancamento di una seconda società, ausiliaria della prima, che invece aveva già gestito il servizio per altri Comuni simili a Formia. Perché la società ausiliaria, che questi requisiti aveva, non ha partecipato lei direttamente al bando? Tra i requisiti di capacità il bando richiedeva anche di aver svolto regolarmente e senza formale contestazione il servizio di sosta nell’ultimo triennio. La ausiliaria era impossibilitata a partecipare al bando forse perché a causa di diverse irregolarità era sospesa dalla partecipazione ai bandi pubblici fino al 15 Giugno e la scadenza delle domande era il 10 Giugno? Forse si forse no fatto sta che non partecipa. Infatti l’ineffabile dirigente, scansa anche il secondo iceberg introducendo nella sua determinazione giustificazioni piuttosto bizzarre come il ‘Self Cleaning’ (pulirsi da soli) e conclude ‘ritenendo che le carenze nell’esecuzione di precedenti contratti… non consentano di far venir meno l’accreditamento della società concorrente’. Il bando è salvo, per ora …”, scrive Fulvio Spertini.E lo stesso Spertini conclude: “Entrambe le società (Concorrente e Ausiliaria) hanno sede legale allo stesso indirizzo. In terza pagina del programma elettorale c’è scritto alla voce Bandi: L’idea è di preservare il principio della concorrenza e della massima partecipazione delle ditte interessate. Evitare che, con clausole più o meno artificiose si restringa inutilmente il numero dei possibili partecipanti alla procedura di gara, vi è l’intento di ricercare per il servizio e per la Città la migliore offerta progettuale. Invece la sindaca ha imparato in fretta il sistema: le carte sono a posto, la maggioranza non si oppone o non se ne occupa o non ci fa caso e semmai dimentica”.