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Palermo, rogo in impianto stoccaggio rifiuti: 4 intossicati. Intanto la RAP è in profondo rosso

Secondo le prime indagini condotte dai carabinieri sembra che l’incendio sia stato provocato da autocombustione

Nuovo pericolo esalazioni tossiche a Palermo. Questa mattina, intorno alle 9, infatti è divampato un incendio nell’oasi ecologica di Santa Flavia tra via Giovanni Gentile e la strada provinciale 88. Quattro operai della Ser.Eco srl di Santa Flavia (Pa), la società che si occupa dello stoccaggio dei rifiuti, sono rimasti intossicati mentre erano a lavoro nell’impianto di stoccaggio.

Il rogo, domato in oltre due ore da tre squadre di Vigili del Fuoco, sarebbe scoppiato in un capannone in cui vengono lavorati e smistati i rifiuti da riciclare.

Le fiamme si sarebbero propagate rapidamente, costringendo gli operai ad allontanarsi e a mettersi al sicuro prima di essere raggiunti dalle fiamme. Secondo le prime indagini condotte dai carabinieri sembra che l’incendio sia stato provocato da autocombustione. I danni provocati sarebbero ingenti.

Precedenti mortali

Il 24 gennaio scorso un operaio della società era morto in un incidente sul lavoro, dopo essere stato travolto da un muletto utilizzato per sistemare i rifiuti sui bancali.

Crisi dei rifiuti in Città: la Rap è in disastrosa perdita

L’incendio odierno ha riacceso bruscamente i riflettori sulla questione dello smaltimento dei rifiuti palermitana, un problema che continua ad angosciare la giunta Orlando. Solo pochi mesi fa, durante le festività natalizie, si sono registrati nelle strade del capoluogo numerosi episodi di incendi dolosi a cumuli di rifiuti ad opera di piromani che protestavano contro la fallimentare gestione dell’emergenza ad opera del Comune e della Regione. In un ping pong di responsabilità. Ed oggi, alla vigilia di un nuovo disastro rifiuti, emerge il dissesto della R.A.P., la Risorse Ambiente Palermo S.p.A, azienda partecipata che gestisce la raccolta dei rifiuti e la manutenzione stradale a Palermo. Secondo quanto emerge dalla relazione periodica redatta dal dirigente comunale del settore società partecipate, Sergio Maneri, nel quarto trimestre 2018 la Rap, ha perso 3.458.020 euro e conferma il “permanere delle condizioni di squilibrio economico”.

Il dirigente, in attesa del bilancio 2018, stima una perdita di 12.520.000 euro nel 2018.

Maneri sottolinea l’incidenza del costo del lavoro straordinario nel trimestre: circa 700 mila euro. La società – scrive il dirigente – è chiamata ad offrire chiarimenti perché nonostante gli straordinari le prestazioni d’igiene ambientale nell’ultimo trimestre 2018 e in particolare a dicembre “sono state connotate da significativi disservizi”. La Rap, inoltre, avrebbe sovrastimato alcuni ricavi per complessivi 6 milioni di euro “con gravi ripercussioni sull’equilibrio economico e sulla stessa continuita’ aziendale. Nel quarto trimestre 2018 la Rap ha speso 21.577.501 euro per il personale dipendente, 299.575 per consumi energia elettrica, acqua e gas, 966.311 per carburante utilizzato nei mezzi aziendali, 108.257 per prestazioni professionali, e 43.165 per vigilanza.

La piaga dei roghi tossici in Italia

Gli incendi che prendono di mira i cumuli di rifiuti sono all’ordine del giorno in Italia. Basti pensare come nel 2017 – in base a quanto emerso nell’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sul fenomeno dei rifiuti del capo del Corpo dei vigili del fuoco Fabio Dattilo – su “circa 300mila interventi per far fronte agli incendi (circa il 30% del totale di quelli effettuati dei vigili del fuoco), 23mila hanno riguardato i roghi dei rifiuti”, duemila in meno dell’anno precedente. Negli ultimi 25 anni le regioni che hanno fatto registrare il maggior numero di incendi di questo tipo sono nell’ordine Sicilia, Campania e Lazio. Dal punto di vista delle province, in testa alla classifica c’è quella di Napoli seguita da Roma, Palermo, Reggio Calabria, Catania, Caserta, Bari, Messina e Torino.