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Palermo, operazione antimafia: arrestate 10 persone per estorsione e spaccio di droga

 

La famiglia di San Lorenzo-Tommaso Natale nonostante i numerosi blitz che l’hanno decimata negli ultimi anni continuava a chiedere il pizzo agli imprenditori. Solo in tre hanno collaborato dopo che la squadra mobile di Rodolfo Ruperti li ha convocati. Una delle richieste di “messa a posto” era stata rivolta al titolare del Lido Battaglia di Isola delle Femmine. Il titolare invece di denunciare si era rivolto ai suoi conoscenti di Palermo Centro e grazie alla mediazione di Giuseppe Fricano era stata mediata una somma di 13mila euro.
Anche il vivaio La Franca di via Giuseppe Lanza di Scalea pagava mille euro a Natale e a Pasqua. Un costruttore che aveva inaugurato un cantiere a Palermo, invece, aveva versato alle casse della mafia 16mila euro.Sei già in carcere, quattro arrestati stamattina. Tra i nomi di spicco quello diBaldassarre Migliore, imprenditore nel settore del movimento terra, si occupava delle estorsioni agli imprenditori edili. In carcere finiscono oggi anche Giuseppe Messina, Giovanni Messina e Salvatore Lucera. Quest’ultimo si occupava di droga.
Gli altri destinatari della ordinanza di custodia cautelare in carcere: Fabio Chianchiano, condannato già per l’omicidio di Franco Mazzè, orginario dello Zen, Giuseppe Fricano, ex capomandamento di Resuttana, Giuseppe La TorreSalvatore Verga, Girolamo Taormina e Francesco Di Noto.
Era Fabio Chianchiano il più importante spacciatore dello Zen. Versava a Girolamo Biondino, all’epoca già reggente  del mandamento di San Lorenzo -Tommaso Natale, 3mila euro per ogni chilo di cocaina venduta.