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Palermo, licenziato il dipendente Caf che dava consigli ‘furbi’ per ottenere Reddito di Cittadinanza

Era finito nella bufera dopo le dichiarazioni a «Non è l’Arena» di Giletti

 

 

Licenziato in tronco dalla Cgil,  l’impiegato del Caf di Palermo che era finito nella bufera dopo le dichiarazioni rilasciate in un servizio a «Non è l’Arena», programma di Massimo Giletti. Il dipendente infatti dava consigli ‘furbi’ su come ottenere il reddito di cittadinanza. La decisione del licenziamento arriva dal centro servizi del sindacato che gestisce i centri di assistenza fiscale, dopo l’avvio dell’indagine interna sul comportamento assunto dal proprio dipendente. Un provvedimento preso già da alcune settimane, che non era trapelato, e di cui siamo venuti a conoscenza solamente oggi. “Sono stato raggirato dal giornalista di La7 che venerdì si era presentato come compagno della CGIL, mandato da un dirigente. – dice il licenziato – Mi ha chiesto, alla luce dei noti fatti di cronaca riportati, di casi di gente che cerca di raggirare la legge, se vi fossero realmente delle falle nella nuova norma. Gli ho quindi spiegato come era possibile eluderla. Per me era un collega che chiedeva informazioni, non un cittadino che mi chiedeva come fare il furbo per eludere la legge ed intascare il reddito”

Sandro Russo, l’impiegato del Caf appunto, era finito nel mirino dei riflettori dopo il servizio mandato in onda domenica 27 gennaio nel programma di Giletti. Secondo le ricostruzioni il dipendente del Caf di via Salita a Partanna, nella zona di piazza Marina, avrebbe spiegato al suo interlocutore come fare per ottenere, lui e la moglie, il reddito di cittadinanza. In studio, durante la trasmissione, era presente il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che aveva annunciato un’ispezione della Guardia di Finanza per valutare se fosse stato commesso un reato. “Comportamenti personali contrari ai valori della Cgil – dichiaravano i segretari generali di Cgil Sicilia e Cgil Palermo Michele Pagliaro e Enzo Campo dopo la trasmissione – e alle modalità operative che fanno dei nostri servizi ai cittadini dei servizi di eccellenza, non possono e non saranno tollerati soprattutto quando questi vanno contro la legge”.