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Omicidio La Rosa: venne sciolto nell’acido, ergastolo per la madre e il figlio

La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la condanna all’ergastolo di Raffaele Rullo e di sua madre Antonietta Biancaniello per l’omicidio di Andrea La Rosa, l’ex calciatore del Brugherio ucciso nel novembre 2017. I giudici, accogliendo in parte la richiesta del pm Maura Ripamonti, hanno inasprito la pena per Rullo, condannandolo anche a 6 mesi di isolamento diurno.

Le accuse contestate a madre e figlio sono omicidio volontario pluriaggravato, soppressione di cadavere e tentato omicidio della moglie di Rullo. I due imputati hanno assistito alla lettura della sentenza collegati in video conferenza dal carcere. Il movente del delitto, secondo quanto ricostruito nelle indagini, era economico: Rullo aveva, infatti, ottenuto da La Rosa un prestito da 30mila euro e gliene aveva chiesti altri 8. Avrebbe deciso di uccidere il 35enne proprio per evitare di pagare il debito. Così, la sera del 14 novembre 2017, attirò la vittima in via Cogne, a Quarto Oggiaro, quartiere della periferia Nord di Milano. Il calciatore sarebbe stata portato nello scantinato di una palazzina popolare della zona e lì drogato, aggredito con una coltellata alla gola e infine richiuso in un bidone pieno d’acido per far sparire il cadavere.

La svolta nelle indagini arrivò un mese dopo il delitto: il 15 dicembre i carabinieri bloccarono lungo la statale Milano-Meda l’auto guidata da Antonietta Biancaniello, madre di Rullo, ritrovando, nascosto nel bagagliaio, il fusto dove era contenuto il corpo del calciatore. Dall’autospia è emerso che a stroncare il 35enne non fu la coltellata inflitta dagli assassini: La Rosa morì intossicato dalle esalazioni dell’acido contenuto nel bidone. La donna si assunse subito ogni responsabilità dell’omicidio, nel tentativo (non riuscito) di scagionare il figlio. Ma a smentire la sua versione dei fatti sono soprattutto i risultati delle indagini: è infatti emerso che fu Rullo a pianificare il delitto dopo il fallito omicidio di sua moglie Valentina Angotti. L’uomo, anche in questo caso con la complicità della madre, avrebbe drogato la moglie con massicce dosi di benzodiazepine e insulina tagliandole anche i polsi delle mani per inscenare un finto suicidio. Un piano architettato per intascare il premio da 150mila euro previsto da una polizza vita sottoscritta dallo stesso Rullo in caso di decesso della moglie.