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Nodo ferroviario: i lavoratori marciano, la regione risponde con l’approvazione dell’ordine del giorno

Ieri una cinquantina di lavoratori impegnati nel nodo ferroviario hanno manifestato a Genova in seguito alla richiesta del concordato preventivo fallimentare effettuata dal consorzio Astaldi, impresa subentrata nell’appalto dopo lo stop del 2016.

L’obiettivo della loro marcia, diretta verso il consiglio regionale, era quello di un dialogo con i capigruppo, per chiedere alla Regione di garantire la conclusione dei lavori e reclamando l’anticipo della cassa integrazione.

“L’anticipo della cassa integrazione è un cerotto doveroso per una ferita che necessita ben di più di questo. Occorre che quel cantiere non si fermi per la seconda volta, occorre che il Codice degli appalti e la Legge fallimentare che non consentono a Ferrovie di portarlo avanti vengano cambiate il più rapidamente possibile, altrimenti vivremo una sorta di reiterazione dell’errore – ha dichiarato il presidente della Regione Giovanni Toti, in seguito a un incontro con i lavoratori – Il cantiere è già stato affidato una volta, è fallita un’azienda, oggi viene affidato ad un’altra azienda con importanti capacità a livello nazionale, che però purtroppo vive, anch’essa, un momento di difficoltà: si tratta di una situazione che si ripercuote in moltissimi cantieri, sia sugli appalti principali che sui subappalti. Per questo c’è bisogno di un intervento governativo urgente e importante per riportare i cantieri delle opere pubbliche in questo paese alla loro funzionalità. Il secondo anello ferroviario è fondamentale per la città di Genova, è un’opera che doveva essere conclusa nel 2016, un anno dopo il nostro insediamento, che ancora oggi non ha visto non solo la luce, ma neppure l’orizzonte. C’è bisogno che il Governo intervenga dando i poteri a Reti ferroviarie italiane per una procedura eccezionale, di emergenza, perché temo che per le vie ordinarie non arriveremo mai al traguardo”.

Fortunatamente per i lavoratori, il Consiglio regionale ha approvato all’ unanimità un ordine del giorno attraverso il quale la giunta si impegna per la ripresa dei lavori del nodo ferroviario, sostenendo azienda e stazione appaltante, e perché ai lavoratori venga al più presto erogata la cassa integrazione. La speranza è che le promesse vengano mantenute.