Naufragio del Norman Atlantic: chiesto il rinvio a giudizio per 32 indagati

Il naufragio ha causato 31 vittime, di cui 19 ancora disperse

BARI – A quattro anni dal naufragio del Norman Atlantic le vittime e i propri parenti potrebbero avere giustizia. È stato reso noto infatti che la Procura di Bari, che ha coordinato le indagini della Capitaneria di Porto, ha chiesto il rinvio a giudizio per il legale rappresentante della Visemar, società proprietaria del traghetto, Carlo Visentini, i due legali rappresentanti della greca Anek Lines, noleggiatrice della motonave, per le stesse societa’, il comandante Argilio Giacomazzi e 26 membri dell’equipaggio: rischiano un processo per i reati, a vario titolo contestati, di cooperazione colposa in naufragio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime oltre a numerose violazioni sulla sicurezza e al codice della navigazione.

La vicenda

Il traghetto Norman Atlantic salpò dalla Grecia, in direzione Ancona, nonostante il mare in burrasca, con più camion frigo delle prese di corrente a disposizione e 519 persone a bordo, molte delle quali autotrasportatori. Nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014 scoppiò un incendio che causò il naufragio dell’imbarcazione. Nell’incidente morirono 31 persone (19 delle quali mai ritrovate e due, probabilmente clandestini, non identificate) e rimasero feriti 64 passeggeri.

Nelle prossime settimane il gup del Tribunale fisserà la data di inizio dell’udienza preliminare, alla quale saranno chiamati a comparire imputati e le centinaia di parti offese. Quello che le indagini hanno accertato è che la notte del naufragio a bordo del traghetto Norman Atlantic regnarono confusione e panico.

Secondo i pm, l’origine delle fiamme fu un camion frigo lasciato con motore acceso, perché non c’erano abbastanza prese di corrente.

Una serie di negligenze e successivi errori (impianto antincendio inidoneo e attivato sul ponte sbagliato, allarme dato in ritardo) avrebbe poi consentito al rogo di propagarsi nella nave fino a diventare indomabile. Quindi le fasi dell’evacuazione, con scialuppe calate senza che i ponteggi fossero messi in sicurezza, causando così la caduta in mare e la morte di alcuni passeggeri. In quegli attimi il panico non investi’ solo i viaggiatori ma anche il personale di bordo. In molti non avrebbero eseguito il proprio compito: dai giubbotti salvagente da distribuire ai passeggeri all’organizzazione degli imbarchi sulle scialuppe di salvataggio. Sei membri dell’equipaggio sono accusati anche di aver abbandonato la nave prima che tutti i passeggeri fossero in salvo. Gli accertamenti medico-legali hanno poi stabilito che 11 passeggeri sono morti per assideramento seguito da annegamento, alcuni caduti in mare mentre tentavano di salire sulle scialuppe, un corpo mai identificato, forse appartenente ad un adolescente clandestino, fu invece trovato carbonizzato all’interno del relitto e altre 19 vittime risultano ancora disperse.